Per la straordinaria varietà di forme, dimensioni e fioriture, a volte molto appariscenti, le piante grasse assumono un fascino ed un valore decorativo non comune, sia che facciano parte di un giardino, sia se semplicemente coltivate in vaso

piante grasse, pianta grassa, piante grassi nomi, piante grasse da appartamento Le piante grasse sono conosciute come piante che non “bevono mai” poiché accumulano acqua nei fusti, in certi casi anche nelle foglie, riducendo al minimo la dispersione dei liquidi per traspirazione attraverso rivestimenti cerosi o con peli che ricoprono sia il fusto sia le foglie, ridotte in spine. Spesso si sente affermare che per mantenere sane le piante grasse bisogna “dimenticarsi” di annaffiarle: non è così, benché i danni peggiori siano quelli che derivano da un eccesso di acqua, anche le piante grasse hanno necessità ben precise di umidità oltre che di temperatura e di esposizione. Una prima distinzione è quella che riguarda l’origine delle varie specie. Vi sono piante grasse di origine africana e di origine americana. Quelle di origine africana presentano fioriture e sviluppi dimensionali nel periodo invernale, in quanto crescono in ambienti caratterizzati da un lungo periodo di siccità che corrisponde ai mesi più freddi dell’anno e che coincide, nel nostro Paese, con il periodo invernale; appartengono a questa distinzione le succulente come le euphorbiacee, aloacee, aizoacee, crassulacee. Le piante grasse di origine americana, invece, hanno un ciclo vegetativo analogo a quello delle nostre piante mediterranee; appartengono a questa distinzione le cactacee e le agavacee. Queste ultime sono piante grasse erbacee perenni con fusto breve o completamente prive di fusto, con foglie rigide dai margini spesso dentati, acuminate all’apice, raccolte in rosette. Sono piante che necessitano di luce e sopportano molto bene le temperature elevate estive. In natura crescono in terreni ben drenati e molto poveri di sostanza organica, perciò per ottenere buoni risultati occorre riprodurre il più fedelmente possibile tali caratteristiche. Appartengono a questo genere di piante la yucca e l’agave.

Piante grasse Cactacee
Accumulano acqua nel fusto che si presenta ingrossato con le foglie atrofizzate in spine. L’elemento che accomuna le cactacee è costituito dall’areola, una specie di cuscinetto feltroso dal quale emergono spine, aculei, setole, peli. Alcune specie hanno le areole lungo gli spigoli delle coste stesse, quelli forniti di foglie le mostrano all’ascella di esse, quelli muniti di tubercoli hanno le areole sulla sommità degli stessi. Dalle areole traggono origine anche rami e fiori, i quali possono situarsi sia verso l’apice sia lontano da esso. Alcuni generi, raggiunta la maturità, producono un cefalio (agglomerato di setole e lanugine) o sull’apice o lungo il fusto. Ciò può costituire, per alcuni generi, la fine della crescita della pianta o del ramo recante il cefalio. Le spine, originate da foglie modificate, hanno lo scopo di ridurre la traspirazione (così come lo strato ceroso che ricopre l’epidermide del fusto), riflettere la luce e convogliare sull’areola l’acqua di condensa. Assumono un’enorme varietà di forme, spessori, lunghezza, consistenza, tessitura, numero, colore, sezione, disposizione. Le spine presentano, inoltre, una struttura superficiale ancorata alle areole e non strettamente connessa al tessuto sottostante, per cui se si asporta la pianta, questa non subisce alcun danno. Le cactacee possono essere riprodotte per talea di fusto o per distacco di segmenti o pale. Per la loro crescita lenta non necessitano di rinvasatura annuale, ma soltanto quando le radici hanno occupato interamente il contenitore. Appartengono a questo genere: l’opuntia, la mammillaria, l’echinocereus, il ferocactus, il gymnocactus.


Cactacee… Le spinose

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  1. Cereus peruvianus: Questa cactacea ha una colorazione azzurrina sulle parti più giovani, che tendono sempre al verde scuro con gli anni. Deve essere esposta in posizioni luminose quando vive in appartamento e al sole diretto quando è all’esterno. Nei periodi caldi bagnare abbondantemente, ridurre nel periodo invernale.
  2. Echinocactus: Cactus diffusissimo, a forma globosa o cilindrica, apprezzato per le lunghe spine di colore giallo o bianco che ne ricoprono la superficie. Esige posizioni in zone luminose e in esterno è ideale il pieno sole. Nella stagione invernale non deve essere annaffiato, ma leggermente irrorata con nebulizzazioni d’acqua.
  3. Opunthia: Pianta di varie dimensioni, ramose, con articoli piatti, cilindrici o globosi, senza costole, con numerose spine, piccole o grandi, raggruppate in areole. Va bagnata con moderazione perché teme l’umidità. Da esporre al sole diretto, in età matura, mentre le più giovani, vanno esposte al sole gradualmente.
  4. Mammillaria: Comprende diverse specie con fusto globoso o cilindrico. I fiori piccoli sono di colore intenso, dal giallo-bianco al rosso. Necessita di buona illuminazione; bagnare con moderazione durante l’estate, aspettando che il terreno si asciughi tra un intervento e l’altro. Sospensione temporanea in pieno inverno.

Moltiplicazione delle cactacee per divisione

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La moltiplicazione delle cactacee e delle succulente è molto agevole, visto che per effettuare una semina bisogna trovare i semi e la cosa non è del tutto semplice. La divisione del cespo è forse la tecnica più sicura per effettuare la moltiplicazione perché ci troviamo di fronte ad una pianta già provvista di radici che richiede soltanto di essere collocata nel vaso. La divisione di cespo non è altro che la separazione di tante piantine autonome, provviste di radici, da una pianta madre. Le piantine così ottenute vanno subito collocate in vasi singoli con substrato costituito da una miscela di sabbia e terriccio e trattate, da subito, come piante adulte.

1 Servono: terriccio specifico per cactacee; sabbia a granulometria grossolana; vasi di plastica. Trapiantiamo le pianticelle quando risultano troppo strette in un solo vaso. Utilizzando una paletta, estraiamole dal vaso delicatamente.

2,3 Facendo attenzione a non danneggiare le radici, separiamo ogni piantina dalla zolla comune, conservando più composto possibile con le radici.

4 Riempiamo alcuni vasi di 5-8 cm di diametro con sabbia e terriccio. Piantiamo ciascuna piantina in un vaso e ricopriamo di sabbia.

Curare le cactacee

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  1. Se dobbiamo rinvasare piante grasse piuttosto cresciute in altezza, in particolare le cactacee, prima di rimuoverle dalla terra è necessario avvolgerle in un foglio di carta spessa o meglio cartoncino per proteggere le mani dalle spine e non esercitare pericolose flessioni del fusto che potrebbe spezzarsi.
  2. Affinché le piante non si coprano di polvere e quindi siano resi difficoltosi la traspirazione e l’assorbimento dei raggi solari, puliamo le superfici con un cotton-fioc o un batuffolo di cotone umido.
  3. Durante il periodo estivo, in piena fase di fioritura, è necessario somministrare ogni due settimane un fertilizzante liquido specifico avendo l’accortezza di non bagnare la pianta.
Piante grasse – Le cactacee ultima modifica: 2014-06-13T11:22:03+00:00 da Faidate Ingiardino

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