Coltivare meloni è una bellissima esperienza che può regalare “gustose” emozioni: ecco tutti segreti per avere successo

Originario dell’India e delle zone tropicali dell’Africa è possibile coltivare meloni in molte zone climatiche del nostro Paese, compresa la Pianura Padana.

Il melone è uno dei frutti più graditi durante i mesi estivi. L’usanza di coltivare meloni è però poco diffusa nei piccoli orti familiari, sia per la limitata disponibilità di spazio, sia per il timore che non dia buoni risultati. Il melone fornisce, invece, buoni raccolti anche in piccole superfici.


Quale zona climatica è più indicata per coltivare meloni?

Si può coltivare meloni in molte zone climatiche, compresa la pianura padana; non sono però adatte le posizioni di collina medio-alta e di montagna dove, data la brevità del periodo caldo, i frutti potrebbero difficilmente avere il tempo necessario per maturare. In ogni caso, nel nord Italia, è opportuno iniziare la coltura all’aperto quando le temperature sono stabilmente superiori ai 14-15 °C.

Per avere successo nel coltivare meloni è molto importante rimuovere tempestivamente e continuamente le erbe infestanti già dalle prime fasi di crescita delle piante sino a quando la loro vegetazione ha coperto interamente le aiuole.

Cosa bisogna sapere per avviare una coltivazione di meloni con successo

Terreno

Il melone predilige terreni profondi, per cui è necessario vangare le aiuole sino a una profondità di circa 30 cm, preferibilmente in autunno-inverno, soprattutto in presenza di suoli compatti o tendenti al compatto.

Concimazione

Il melone è un ortaggio avido di sostanza organica. Letame o compost molto maturi vanno interrati rispettivamente alle dosi di 3-5 e 3-4 kg per metro quadrato (le quantità maggiori nei terreni sciolti) al momento della vangatura del terreno.

Irrigazione

Gli apporti d’acqua, che non deve mai essere fredda per non bloccare la germinazione dei semi e la crescita delle piante, vanno eseguiti in prossimità delle piantine e devono essere molto contenuti subito dopo la semina o il trapianto; vanno aumentati successivamente.

Coltivazione

La coltura si avvia tramite semina diretta (a marzo, in semenzaio) o trapianto di piantine con pane di terra in pieno campo, in aprile-maggio.

Raccolta

Scalarmente, da metà luglio a inizio settembre

Come è fatta la pianta del melone

pianta melone

Il melone appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee. Il nome scientifico della specie è “Cucumis melo”.

Quale forme possono avere i meloni

frutto melone

La parte del melone che si consuma è il frutto che per forma (sferica appiattita, sferica, ovale allungata) e dimensioni (da 0,5 a 8 kg circa) risulta assai differente a seconda della varietà.

Per una buona coltivazione del melone occorre conoscere le varietà

Varietà di melone a frutto liscio

meloni frutto liscio

Queste varietà presentano in genere frutti sferici di medie dimensioni (1-1,3 kg), con buccia sottile, di colore verdastro-giallino e costolature poco evidenti; alcune possono presentare una leggera retatura (semiretati). La polpa è abbondante e soda, di colore arancio anche intenso.

  1. Cantalupo Charentais
  2. Galoubet
  3. Summer dream

Varietà di melone a frutto retato

Le varietà a frutto retato sono le più diffuse. I frutti presentano forma quasi sferica oppure ovale, costolature ben evidenti e peso compreso tra gli 800 grammi e i 2 kg. La polpa è di colore arancio più o meno carico. Tra quelle più facilmente reperibili vi sono:

  1. Baggio
  2. Hale’s best jumbo
  3. Imperial PMR 45
  4. Pepito
  5. Retato degli ortolani
  6. Supermarket

Meloni invernali

meloni inverno

Le varietà invernali di melone presentano ciclo vegetativo prevalentemente tardivo e sono diffuse quasi esclusivamente nelle regioni meridionali. I frutti sono di solito piuttosto grossi, talora oltre i 2,5 kg di peso, di forma ovale, a volte più tondeggiante.

  1. Honey dew
  2. Pionet piel de Sapo
  3. Tendral precoce

Come si coltivano i meloni tramite piantine con pane di terra

Per produrre piantine con pane di terra occorre procurarsi contenitori alveolati o vasetti di materiale plastico, riempirli dell’apposito terriccio per semine, e porre in ognuno un seme con la punta rivolta verso il basso, a circa un centimetro di profondità.

Il trapianto di piantine con pane di terra è piuttosto semplice: scaviamo una buchetta nel terreno con una zappetta o con le mani.

Nella buca si pone la piantina.

Con la terra di scavo lasciata a fianco della buchetta, riempiamo gli spazi tra il pane di terra e il terreno dell’aiuola.

Se intendiamo pacciamare le aiuole con telo plastico scuro, foriamolo con un piantabulbi e contemporaneamente realizziamo con questo attrezzo la buchetta che ospiterà la piantina; una volta aperta la buchetta, l’operazione di trapianto è la stessa di quella che si esegue nelle aiole non pacciamate.

Le distanze tra le file vanno mediamente da 1,5 a 2,5 metri, quelle tra le buchette (o postarelle) o tra le piantesulla fila da 0,5 a 1 metro.

Malattie e parassiti del melone, conoscerle e combatterle

Oidio (mal bianco)

La malattia del melone più nota e più facile da riconoscere è l’oidio. Forma quasi sempre sulle foglie, in genere quelle più vecchie, delle macchie di polvere bianca che, se strofinata, odora di fungo fresco. I trattamenti convenzionali a base di zolfo possono risultare rischiosi perché questo prodotto può provocare alle piante di meloni ustioni anche gravi. Più adatti a contrastare l’oidio risultano altri prodotti come il tetraconazolo o il fenarimol. Se necessario i trattamenti si ripetono a distanza di una settimana alternando i principi attivi usati. Fito (www.fito.info)

Peronospora

Rappresenta una delle più gravi e diffuse avversità delle piante, melone incluso. Inizialmente compaiono, sulla pagina superiore delle foglie, chiazze traslucide simili a “macchie d’olio“. Conviene seminare ben distanziato ed eseguire per tempo il diradamento dei semenzai. Eliminare tutte le foglie malate e nebulizzarle con un prodotto adeguato. Kollant (www.kollant.it)

Afidi

Tra i parassiti animali che più attaccano questa coltura vi sono gli afidi o pidocchi delle piante (soprattutto Aphis gossypii). Questi, oltre a causare un danno diretto, potrebbero trasportare dei virus (per esempio, virus del mosaico del cetriolo) in grado di compromettere fortemente la riuscita delle coltivazioni o addirittura di portare alla perdita completa del raccolto. Per opporsi ai danni causati da questi insetti, non facili da combattere, si può adoperare un prodotto a base di piretro naturale. Bayer (crop.bayercropscience.it)

Ragnetto rosso

Il ragnetto rosso (Tetranychus urticae) talvolta attacca questa coltura, specialmente sotto protezioni. Può essere controllato, soprattutto in coltura protetta, da predatori naturali (come l’acaro predatore Phytoseiulus persimilis) acquistabili presso ­­­­ditte specializzate. Altrettanto utile un prodotto acaricida o insetticida che abbia effetto diretto o collaterale anche su acari. Bayer (crop.bayercropscience.it)

Antracnosi

È provocata da diverse specie di funghi appartenenti al genere Colletotrichum. Le foglie deperiscono e mostrano maculature grigio brune a contorni netti. Con il passare del tempo le macchie si espandono e divengono più profonde, fino a formare ampie aree necrotiche. Questa malattia è favorita da condizioni climatiche di caldo umido. Il trattamento si effettua con fungicidi a base di rame. Cifo (www.cifo.it)

Meloni retati, lisci e invernali | Come coltivarli ultima modifica: 2017-05-10T14:58:31+00:00 da Faidate Ingiardino

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