Il fico è un albero conosciuto dalla notte dei tempi, i cui frutti continuano a essere protagonisti dei piatti estivi, in tutto il mondo

Quando si parla di potatura fico bisogna stare molto attenti, perché si rischia di dire inesattezze. In questo approfondito articolo andiamo ad analizzare l’albero del fico in tutti i sui aspetti tra cui, appunto la potatura del fico, le tecniche colturale, le varietà di fico e come si seccano i frutti utilizzando un graticcio fai da te.

L’albero del fico – Caratteristiche

Il fico è tenuto in grande considerazione dai popoli antichi, soprattutto Greci e Romani, il fico è menzionato nel Vecchio Testamento come uno dei simboli di abbondanza legati alla Terra Promessa. Non a caso ha la sua origine nei Paesi mediorientali, (Turchia, Siria e Arabia) ed è coltivato da secoli in tutta l’area mediterranea. Esistono due varietà ben distinte di fichi: quelli a frutto bianco (in realtà con buccia verde-giallo chiaro) e quelli a frutto nero (con buccia rosso scuro o violacea).

Occhio alle temperature basse, il fico soffre

Si tratta di un albero rustico di facile adattamento ambientale, semplice da coltivare, senza particolari esigenze, a parte la sensibilità alle temperature troppo basse; infatti, a circa 8-10 gradi sotto zero, può morire l’intera pianta. Può raggiungere i 7-8 metri d’altezza e presenta foglie grandi a tre e cinque lobi, spesse e rugose.

Quando si pianta il fico?

In genere si pianta in autunno o a fine inverno in buche profonde drenate sul fondo con ciottoli e mescolando al terreno un po’ di concime organico. Il fico si sviluppa ovunque, anche in terreni sassosi e calcarei, mentre soffre quelli argillosi ed eccessivamente umidi. Tollera bene la siccità estiva grazie alle radici molto profonde e a una limitata traspirazione fogliare.

Potatura fico

Essendo una pianta rustica, è frequentemente coltivato con le forme che assume in modo naturale: tende a crescere con un portamento cespuglioso, mentre, con semplici potature, si possono ottenere forme ad alberello con il fusto dell’altezza desiderata (basso a 30-50 cm da terra, medio a 90-110 cm e alto a 170-190 cm) o a cespuglio piatto costituito da 2-3 tronchi che si diramano obliquamente a raggiera. Questa forma, se accostata a un muro, può essere trasformata in un ventaglio di branche. Bisogna stare però molto attenti a non effettuare potature del fico troppo drastiche, perché la pianta soffrirebbe troppo, soprattutto con clima non del tutto favorevole al suo sviluppo.

Interventi utili per la potatura fico

Nel mese di giugno è necessario praticare la cimatura dei germogli laterali sopra le prime 4-5 foglie asportandoli con le dita.

A luglio si piegano i rami cui si desidera dare una giusta inclinazione attraverso legature, tiranti, canne e distanziatori (attenzione a non spezzare i rami).

I germogli in soprannumero o indesiderati vanno eliminati asportandoli con una potatura fico alla base della pianta con un paio di cesoie ben affilate per eseguire tagli netti e puliti.

La potatura fico a forma di ventaglio consente di raccogliere i frutti più agevolmente. Questa soluzione si adotta potendo appoggiare lo sviluppo della pianta a un muro.

Concimazione del fico

Il fico non ha particolari esigenze in fatto di concimazione, è sufficiente intervenire con sostanze organiche, letame maturo, verso la fine dell’inverno. La fruttificazione si realizza in due tempi a seconda anche delle varietà.

I frutti del fico

Si possono avere due tipi di frutti: i primi si raccolgono a maggio-giugno e sono chiamati “fioroni”, generalmente di dimensione grossa; mentre i “fichi veri”, si raccolgono ad agosto-settembre con la seconda produzione e sono più piccoli rispetto ai fioroni. Nonostante sia considerato dai più un frutto “povero”, il fico contiene oltre agli zuccheri (circa il 12-14%) vitamine idrosolubili e abbondanza di minerali (calcio, potassio, ferro e fosforo).

Principali varietà di frutti di fico

fico dottato

Fico Dottato: Tra le migliori varietà per la produzione di fichi secchi. Il frutto è di media pezzatura con la buccia color verde chiaro. La polpa, dolce, è molto buona anche per il consumo fresco. Matura a settembre.

Brogiotto nero

Brogiotto nero è una varietà pregiata. Il frutto è di grossa pezzatura con la buccia di color nerastro, la polpa è dolcissima, ottimo per il consumo fresco. Matura da agosto a settembre.

Fico Verdino

Fico Verdino: la varietà più diffusa in Italia. I frutti con buccia verde brillante hanno la polpa rossiccia e dolcissima. La pianta molto vigorosa può dare anche due produzioni. Matura da giugno a settembre.

Malattie del fico

È una pianta poco soggetta agli attacchi di parassiti. Può, in ogni caso, essere infestata da cocciniglie e dal marciume radicale che la indeboliscono fino all’essiccamento.

Come realizzare un graticcio fai da te per far seccare i fichi

Per procedere all’essiccazione naturale (per velocizzare la procedura possiamo utilizzare un essiccatore solare) dobbiamo disporre di un graticcio che possiamo costruire utilizzando una cornice di legno per quadri (di recupero) e rete zincata a maglie larghe. L’assemblaggio consiste nel tagliare (1,2) e posizionare la rete metallica nella cornice, fermandola con listelli (3,4), come faremmo se si trattasse del vetro di un quadro. Laviamo i frutti e collochiamoli sopra il graticcio, quindi li copriamo con una garza ed esponiamoli al sole (5,6). Lasciamoli in posizione tutto il giorno girandoli almeno 2-3 volte: durante la notte spostiamo i frutti al coperto per evitare che assorbano umidità. I fichi si essiccano in un mese, se il sole non è sufficiente passiamoli nel forno a calore minimo (50°) per togliere l’umidità. Conserviamoli, per i mesi successivi, in un luogo fresco, per esempio una scatola da riporre in dispensa. I fichi possono essere anche congelati: è il metodo di conservazione più veloce, anche se altera la consistenza del frutto.

Come fare la marmellata di fichi

Cosa serve:

  • 1 kg di fichi;
  • 1 kg di zucchero;
  • 1 limone.

Procedimento

Laviamo e sbucciamo i fichi, poi li tagliamo in 4 parti. Mettiamoli in una casseruola capiente, unendo la buccia di limone grattugiata e il suo succo. Facciamo cuocere a fuoco moderato fino a quando i fichi non si saranno ridotti in poltiglia. Passiamo questa in un passaverdure e versiamo la purea così ottenuta di nuovo in pentola, aggiungendo lo zucchero. Lasciamo cuocere rimestando di tanto in tanto, per 20-25 minuti, fino a che la confettura non avrà raggiunto la giusta consistenza. Se necessario durante la cottura schiumiamo la confettura affinchè non resti opaca. A cottura ultimata travasiamo la confettura (ancora calda) in vasetti sterilizzati, chiudiamoli e capovolgiamoli in modo da formare il sottovuoto.

marmellata di fichi

 

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