Allevare tacchini? Rustici e intelligenti, dipendono dall’uomo meno delle galline. Allevarli non è difficile, adottando metodi appropriati

Chi vive in campagna può prendere in considerazione la possibilità di allevare tacchini: è necessario solo avere a disposizione uno spazio adeguato e la possibilità di allestire uno o più ricoveri rustici dove i tacchini si possano riparare dalle intemperie.

Il tacchino

Il tacchino comune (Meleagris gallopavo) è originario dell’America del Nord dove era largamente diffuso come animale selvatico. è opinione comune che i tacchini domestici derivino da una razza originaria del Messico da dove furono importati in Spagna e da qui distribuiti in tutta Europa.

I tacchini che oggi vengono posti in vendita dagli allevamenti specializzati non appartengono più a una razza ben precisa, ma sono il risultato di incroci mirati allo sviluppo delle caratteristiche produttive e funzionali. In generale si possono distinguere tre tipi di tacchino in base alla taglia: tacchino leggero, medio e pesante. I primi due sono destinati al consumo intero, quelli pesanti sono destinati al consumo porzionato.

Un esempio di tacchino “medio” allevato.

Il numero delle razze italiane di tacchini ha subito una forte diminuzione; in particolare si può dire che le razze originarie del meridione sono da considerarsi estinte, mentre riescono a sopravvivere in piccoli gruppi quelli dell’Italia settentrionale. Le razze rimaste poco differiscono fra loro per precocità, accrescimento delle masse pettorali e si differenziano soltanto per il colore della livrea. Tutte le razze italiane mantengono un’ottima propensione alla cova e nessuna presenta problemi di fecondazione.

Allevamento tacchini

Allevare tacchini al chiuso è il sistema più adottato dai professionisti, mentre per l’amatore può risultare più pratico e conveniente ricorrere a terreni con recinto esterno o anche al pascolo libero. Infatti i tacchini hanno una spiccata attitudine al pascolo e riescono, se ne hanno la possibilità, a procurarsi da soli buona parte del cibo di cui hanno bisogno: avendo a disposizione un’ampia superficie, i tacchini razzolano e si nutrono di insetti riducendo sensibilmente la spesa legata a eventuali mangimi.

Chi ha a disposizione, ad esempio, 400-500 metri quadrati può cimentarsi nell’allevamento  del tacchino ospitandone ben 15/20 capi. Non occorre costruire nessuna recinzione a meno che ci siano animali predatori. In questo caso la recinzione non è di “contenimento”, ma di protezione. Allevare tacchini non è difficile quando questi animali superano le prime settimane di vita perché, in questo periodo, i piccoli sono molto delicati.

I professionisti possono allevarli al chiuso, presso una deliziosa “casetta” costruita.

Una volta acquistati gli animali, bisogna curare fin dai primi giorni l’alimentazione al fine di allevare soggetti sani e di rapida crescita; se invece si desidera far nascere i tacchini facendoli accoppiare e covare, bisogna provvedere a un ambiente in cui le tacchine possano svolgere tali compiti in tutta calma e sicurezza. Le tacchine, durante la cova, non si alzeranno per nutrirsi o bere, perciò bisogna garantire loro ciò di cui hanno bisogno nelle immediate vicinanze.

Nascita e mantenimento

Dopo circa 21-28 giorni, le uova si schiudono e finalmente nascono i pulcini, che non vanno mai separati dalla mamma. Serve un kit per nidiate e una scatola media dove i pulcini possano vivere. Dovrebbe essere grande a sufficienza per contenerli tutti e per permettere alla chioccia di entrare e uscire quando vuole. Nelle prime settimane di vita i pulcini hanno bisogno delle migliori condizioni ambientali per crescere regolarmente. In particolare, hanno bisogno di temperature elevate e sono sensibilissimi sia agli agenti stressanti sia agli sbalzi di temperatura.

I pulcini di tacchino non vanno mai separati dalla mamma.

È quindi necessario disporre di sistemi di riscaldamento ben funzionanti e facilmente regolabili per adeguarsi alle diverse necessità. Nella maggior parte dei medio-piccoli allevamenti si ricorre alle cappe calde e ognuna di queste serve per riscaldare i pulcini immessi in un cerchio. Successivamente i tacchinotti acquistano rusticità ed è quindi possibile sia l’allevamento al chiuso sia quello all’aperto. Per le prime 2-3 settimane bisogna somministrare il mangime a volontà, pertanto le mangiatoie devono essere sempre piene.

In seguito, per favorire l’accrescimento degli animali e prepararli all’ingrasso, la somministrazione della miscela va fatta solo a metà giornata, in modo che i tacchini dedichino la mattinata a cercare al pascolo semi, erbe e insetti. La zona di pascolo deve avere una buona estensione, in quanto una parte importante della dieta del tacchino viene trovata nei campi; per il resto può essere alimentato con mangimi specifici (biologici) per ogni fase di accrescimento.

i tacchini devono nutrirsi e abbeverarsi con attenzione.

Nel recinto deve essere presente almeno un abbeveratoio con acqua sempre fresca, durante il periodo estivo è consigliabile disporre di zone con ombra (alberi, tettoie ecc). Il pascolo misto con altri animali da cortile, come polli, anatre, oche, conigli, maiali, capre ecc, è raccomandabile in quanto viene ottimizzato l’uso delle risorse e degli spazi a disposizione, sempre che non vengano raggiunte densità avicole troppo elevate. Il tempo di maturazione è ad accrescimento lento, almeno 150 giorni per le femmine e 180 giorni per i maschi; a partire da questi termini i tacchini avranno raggiunto il peso adeguato.

Allevare tacchini | Tutte le indicazioni per avere successo ultima modifica: 2018-01-24T13:46:12+00:00 da Faidate Ingiardino

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata