Le tartarughe d’acqua dolce ci tengono compagnia per decenni, non richiedono particolari cure e conferiscono al nostro giardino un piacevole tocco esotico

Nonostante vi sia una precisa legislazione dell’Unione Europea che vieta l’importazione di alcune specie di tartarughe d’acqua dolce come la Trachemys scripta elegans, meglio conosciuta come tartaruga dalle orecchie rosse, è possibile anche trovarle “autoctone” ed è importante conoscere le loro esigenze per fare in modo che non soffrano nel loro ingresso in un nuovo habitat.

Le specie più diffuse

Le tartarughe d’acqua più diffuse (oltre a quella già citata) sono: la Trachemys scripta scripta o tartaruga dalle orecchie gialle (la cui importazione al momento è legale) e la Graptemys kohni più nota come tartaruga “carta geografica” per la caratteristica dei disegni astratti e simmetrici simili, appunto, a una carta geografica. Anche di questa tartaruga l’importazione è, al momento, assolutamente legale.

Le tartarughe acquatiche appartengono alla classe dei Rettili e queste citate sono originarie dell’America del Nord. Sono estremamente delicate, ma se ben accudite possono vivere anche più di trent’anni.

Le tre specie principali di tartaruga d’acqua dolce si differenziano tra loro per le caratteristiche macchie presenti ai lati del muso

Trachemys scripta elegans

Macchie rosse per la Trachemys scripta elegans

Trachemys scripta scripta

Macchie gialle per la Trachemys scripta scripta

Graptemys kohni

La Graptemys kohni si contraddistingue per gli occhi perfettamente tondi.

Gli errori da evitare

Errori nell’alimentazione, scarsa luce e acqua sporca sono i loro nemici più pericolosi. Le Tartarughe d’acqua sono animali timidi che al minimo segno di pericolo si immergono in acqua per nascondersi. Sono animali diurni che vivono preferibilmente in acque ferme come stagni, laghi, paludi, fiumi tranquilli, dove trascorrono la maggior parte della vita.

Habitat ideale

Allevare tartarughe non è difficile: l’importante è che siano presenti piante acquatiche e fondali fangosi (scordiamoci le patetiche e mortali vaschette di plastica) Tuttavia, hanno bisogno anche di posti asciutti e di molto sole (a eccezione della Graptemys che non gradisce l’esposizione diretta al sole).

Acqua,sole e terra: Sono i tre elementi assolutamente indispensabili alla sopravvivenza delle tartarughine d’acqua che non sono anfibi (come le rane), ma rettili. Respirano aria e possono anche assorbire l’ossigeno dell’acqua e restare pertanto sommerse a lungo. A differenza dei mammiferi non sono in grado di mantenere una temperatura corporea adatta al loro metabolismo. Per questo assorbono il calore del sole, scegliendo zone d’ombra in terra o l’acqua quando è troppo caldo.

Laghetto artificiale o terracquario?

Il laghetto è la soluzione migliore per allevare tartarughe d’acqua all’aperto: si trovano vasche da interrare e da porre in una zona dove ci sia ombra, per non causare il surriscaldamento corporeo. L’animale deve però potersi esporre al sole, indispensabile per il carapace. Il rammollimento di quest’ultimo, infatti, porterebbe la tartaruga alla morte. In alternativa le tartarughine d’acqua possono essere allevate in casa con opportuni terracquari.

L’ambiente migliore è il laghetto con zona verde intorno. Le dimensioni e la profondità variano molto a seconda delle specie allevate e del loro numero. Per l’allevamento di 3 esemplari di Trachemys è consigliabile un laghetto di almeno 2 metri quadrati profondo 1,5 metri, con 30 cm di substrato nel fondale. La zona che ospita le nostre tartarughe deve essere esposta al sole per buona parte della giornata è sconsigliabile realizzare il laghetto vicino a grandi alberi, sia perché le radici lo potrebbero danneggiare, sia per facilitare la pulizia.

Chi non intende realizzare un laghetto, può attrezzarsi con un “acquaterrario” di dimensioni adeguate, facilmente lavabile e disinfettabile. Man mano che le tartarughine crescono, la vasca va sostituita con una più grande. Non bisogna mettere sul fondo dell’acquario ghiaia troppo piccola: se ingoiata, potrebbe causare danni agli animaletti.

Attenzione anche alle piante di plastica, che possono ferire l’animale e al sovraffollamento, perché le tartarughe sono animali aggressivi. L’acquario deve essere fornito di una zona asciutta e facilmente raggiungibile dalle tartarughe.

Cosa mangiano le tartarughe d’acqua?

Le tartarughe piccole devono essere alimentate tutti i giorni; man mano che crescono la frequenza dei pasti va diminuita, fino ad arrivare a 2-3 volte la settimana negli individui adulti. Sono ghiottissime di gamberetti, ma nei negozi specializzati esistono alimenti già pronti per tartarughe d’acqua definiti “mangime composto completo”. Questo, però, non deve costituire che una parte (25% al massimo) della dieta.

Può essere utile mescolare una parte di vegetali a pezzetti con un alimento particolarmente gradito alla tartaruga, ad esempio carne macinata. Somministrare inoltre un buon integratore minerale-vitaminico specifico.

Riproduzione delle tartarughe

Solitamente, in cattività, il maschio è maturo al quarto anno d’età, raggiunti i 15-19 cm di lunghezza del carapace, mentre la femmina al quinto (15-20 cm). La riproduzione delle tartarughine d’acqua avviene tra marzo e luglio, a seconda delle condizioni climatiche. La deposizione delle uova, ovali, calcaree, ma molto fragili perché sottilissime, avviene in terreno morbido e umido, all’interno di un nido scavato dalla madre e che viene in seguito ricoperto. Per schiudersi impiegano dai 2 ai 3 mesi.

Tartarughe d’acqua dolce | Specie, habitat, cure e riproduzione ultima modifica: 2017-08-17T08:00:04+00:00 da Faidate Ingiardino

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