Il goji, la «pianta della giovinezza», si può coltivare anche nei nostri ambienti. Ecco tutto ciò di fondamentale occorre sapere

Questa solanacea perenne, originaria dell’Asia, produce frutti ricchissimi di carotenoidi e vitamina C, importanti sostanze antiossidanti. Si tratta di un arbusto rustico e resistente, che si adatta a molti ambienti e a terreni diversi, e che non richiede cure particolari. Le bacche di Goji, che si raccolgono alla fine dell’estate, possono essere consumate fresche o essiccate.

Le origini del Goji

Il Lycium barbarum, comunemente chiamato goji, è una pianta cespugliosa della famiglia delle Solanacee originaria della Cina, del Tibet e di altri territori asiatici. La Cina è il maggiore produttore al mondo con circa 82.000 ettari. Le bacche di Goji sono da sempre utilizzate come alimento nella cucina asiatica, nonché considerate elemento essenziale della medicina tradizionale cinese. Ultimamente anche nel nostro Paese si è sentito parlare molto di questa pianta a seguito alla crescente sensibilità verso gli antiossidanti e i prodotti in grado di contrastare l’invecchiamento cellulare. Le bacche del goji sono molto ricche di vitamina C, un efficiente antiossidante naturale, e ciò ha attirato l’attenzione delle ditte produttrici di nutraceutici – cioè di alimenti che svolgono azioni positive sulle funzioni dell’organismo (alimenti-farmaci) – interessate a introdurre nel mercato italiano un prodotto alquanto innovativo.


Come si presenta la pianta del Goji

pianta del goji

La pianta è un arbusto perenne che raggiunge l’altezza di 1,5 metri (1). Dal fiore (2), di colore viola-porpora, si sviluppa il frutto, che è una bacca fusiforme di 6-20 mm di lunghezza e 3-8 mm di diametro, di colore rosso o rosso scuro (3), contenente da 5 a 30 semi di forma arrotondata e di 1-2 mm di diametro (4).

Il goji è un arbusto perenne che raggiunge un metro e mezzo di altezza, con una crescita piuttosto vigorosa. A seconda della varietà però il comportamento vegetativo può essere diverso: alcune assumono un portamento eretto e si sviluppano in altezza; altre hanno un portamento strisciante, con rami che ricadono a terra e che dunque necessitano di sostegni. Le foglie, di colore grigio-verde, alternate e lanceolate, formano una chioma tondeggiante. La pianta è decidua e perde le foglie verso fine autunno. Nel fiore, calice e pistilli sono fusi, la corolla porta 5 petali color viola-porpora con quattro stami, uno stilo e un ovario. La pianta fiorisce continuamente da giugno a fine agosto; a seconda delle condizioni climatiche e, soprattutto, della varietà, i primi fiori possono comparire da fine maggio a fine luglio. La pianta è autofertile (si autoimpollina) e dai fiori si sviluppano dei piccoli frutti fusiformi, lunghi 6-20 mm e di 3-8 mm di diametro, di colore rosso oppure rosso scuro, che raggiungono la piena maturazione alla fine dell’estate. Fioritura e fruttificazione avvengono scalarmente, tanto che è possibile avere in uno stesso ramo, a distanza di pochi centimetri, fiori e bacche mature.

fiore goji

A sinistra. Il fiore del goji; la pianta fiorisce continuamente da giugno a fine agosto. A destra. La maturazione dei frutti è scalare; a seconda della varietà, la raccolta si effettua da luglio a fine ottobre

La propagazione del Goji

La pianta può essere propagata per seme oppure per talea. Per quanto riguarda la riproduzione per seme non si riscontrano grandi problemi, i semi hanno un’alta germinabilità e le piantine nascono una decina di giorni dopo la semina. Nel caso di propagazione vegetativa, invece, è consigliabile effettuare delle talee semi-legnose nel periodo tra fine agosto e inizio ottobre. È sufficiente tagliare con una cesoia affilata delle porzioni di circa 20 cm di rami di un anno e interrarle per i primi 10 cm in un vasetto da 14 cm di diametro. In questo modo la parte interrata (che deve essere costituita da uno o due nodi) svilupperà le nuove radici grazie all’energia fornita dalle foglie (almeno quattro) presenti nella parte superiore. Nella scelta tra i due metodi di propagazione c’è quindi da considerare che la fase giovanile dura da tre a cinque anni; dunque, nel caso sia stata seminata, la pianta inizia ad essere produttiva dal terzo o quarto anno in poi, mentre nel caso in cui venga propagata per talea è possibile ottenere delle bacche già a partire dal secondo anno.

propagazione goji

A sinistra. Rami di un anno, lunghi 60-70 cm, scelti per ricavarne delle talee. A destra. Talea di goji posta a dimora in vaso di diametro 14 cm nel periodo tra fine agosto e inizio ottobre.

Come coltivare le bacche di Goji

coltivare goji

Campo sperimentale dell’Università di Padova presso l’azienda agraria sperimentale «Lucio Toniolo» di Legnaro. L’impianto prevede un’interfila di 2 metri e una distanza sulla fila di 1 metro, un sistema di allevamento a spalliera su tre palchi (sui fili posti a 60, 120 e 180 cm da terra) e un sistema di irrigazione a goccia

La pianta di goji è piuttosto rustica: resiste infatti ai geli intensi (può essere coltivata fino a –15 °C), terreni salini e a periodi siccitosi. Predilige posizioni soleggiate e terreni di medio impasto ben drenati e tendenzialmente acidi, ma tollera anche terreni più basici. Generalmente la pianta e la coltivazione possono durare molti anni. La messa a dimora si effettua in primavera, da metà marzo a metà aprile, in buche profonde circa 15-20 cm, interrando l’intero pane di terra formato dalle radici nel vaso e facendo in modo che il colletto della pianta (la zona di passaggio fra il fusto e la radice) risulti a livello del terreno. La densità di impianto è di una pianta ogni 2 metri quadrati, quindi con distanza di 1 metro sulla fila e 2 metri tra le file. Come indicato in precedenza, alcune varietà di goji possono richiedere dei sostegni per crescere. Nella coltivazione sperimentale dell’Università di Padova, al fine di semplificare le operazioni di potatura e raccolta, si è deciso di adottare un sistema di allevamento a spalliera che prevede la selezione di tre rami con la pianta che si sviluppa su tre palchi posti lungo dei fili d’acciaio posti rispettivamente a 60, 120 e 180 cm da terra. Nei mesi da novembre a gennaio si effettua la potatura, speronando a due gemme i rami che hanno prodotto l’anno precedente: il goji, infatti, fruttifica solamente su rami giovani ed è dunque necessario procedere al taglio dei rami più vecchi a favore dei ricacci. Per ottenere uno sviluppo rigoglioso della pianta è opportuno effettuare periodicamente una concimazione. A fine inverno (fine febbraio) si può utilizzare un prodotto a lenta cessione, come la pollina alla dose di 100 grammi per pianta o il letame (essiccato e pellettato) alla dose di 150 grammi, sempre per pianta. Particolarmente utile è la concimazione primaverile alla ripresa vegetativa (metà-fine marzo), che può essere effettuata utilizzando un concime composto ricco in azoto e potassio, per esempio NPK 12-12-12 alla dose di 50-60 grammi per pianta, per favorire lo sviluppo della nuova vegetazione e dei fiori. Come per la maggior parte delle piante, l’apporto irriguo deve essere adeguato soprattutto nei primi periodi dopo l’impianto. Quando invece la pianta è affrancata, è sufficiente intervenire con l’irrigazione all’ingrossamento dei frutti oppure con irrigazioni di soccorso nei periodi di stress idrico come in luglio- agosto. Per quanto riguarda la difesa dai parassiti è possibile che si verifichino attacchi di afidi, acari e funghi (oidio). Solo raramente però questi sono tali da causare seri danni alla pianta. La raccolta delle bacche di Goji si effettua, a seconda della varietà, a partire da inizio luglio fino ad arrivare a fine ottobre. La maturazione delle bacche di Goji è estremamente scalare e quindi anche la raccolta va effettuata scalarmente, ogni 10 giorni circa. Nelle coltivazioni di una certa estensione questo comporta un elevato costo di manodopera per il continuo lavoro di raccolta che può appunto durare anche due o tre mesi, a seconda dell’età e della produttività della pianta. Una pianta di tre anni, con apparato radicale consolidato, è in grado di produrre circa 1 kg di bacche fresche all’anno. Naturalmente però produttività e qualità delle bacche sono molto variabili, a seconda dell’ambiente di coltivazione.

ciclo di coltivazione del goji

Le epoche indicate hanno validità generale per il Nord, il Centro e il Sud d’Italia con tendenza all’anticipo man mano che dal Nord si scende al Sud del Paese

Come utilizzare le bacche di Goji

bacche di goji

I frutti si possono consumare freschi (sopra), tal quali o spremuti per ottenere un succo, ma più spesso vengono utilizzate le bacche essiccate (sotto).

I frutti freschi possono essere mangiati tal quali o spremuti per ottenere un succo, spesso concentrato; tale consumo, fintanto che la produzione non sia «a portata di mano», si ha solo nei Paesi di origine. Le bacche fresche sono acidule e il sapore ricorda vagamente quello del pomodoro. In Italia vengono utilizzate le bacche essiccate consumate similmente alla frutta secca, oppure aggiunte allo yogurt, nei mix di cereali; sono ottime anche aggiunte a insalate di verdure fresche di stagione e anche nelle insalate di pollo. In Cina l’essiccazione viene effettuata ponendo le bacche al l’ombra fino a che la parte esterna del frutto (epicarpo) inizia a disidratarsi. Questa prima fase di essiccazione viene effettuata al riparo della luce per evitare la degradazione dei principi attivi fotosensibili. Le bacche di goji sono d’altro canto ricche di zuccheri che, trattenendo l’acqua all’interno del frutto, rendono più difficoltosa l’essiccazione. Per questo motivo l’essiccazione prevede una seconda fase di esposizione al sole (per circa due giorni) su graticci di canne palustri fino a completa essicazione. In questo modo l’epicarpo si indurisce velocemente lasciando la polpa ancora morbida e proteggendo le sostanze attive in essa contenute. In Italia le bacche di Goji vengono invece trattate direttamente in essiccatoio a una temperatura di 40 °C per tre giorni circa. Il tempo di essicazione varia naturalmente in funzione della temperatura e della percentuale d’acqua presente nelle bacche (80-85%); in linea generale, l’essiccamento termina nel momento in cui la bacca assume un aspetto rugoso. Con tale procedimento la parte esterna del frutto indurisce, mentre all’interno la polpa rimane morbida. Il gusto e la consistenza delle bacche essiccate ricordano molto quelli dell’uva sultanina; a seconda della varietà possono avere un gusto più amaro, più acido o più dolce.

Le proprietà terapeutiche delle bacche di Goji

Il goji viene definito «pianta della giovinezza» perché le sue bacche contengono importanti sostanze antiossidanti in grado di proteggere l’organismo dall’azione aggressiva dei radicali liberi: molecole instabili ed estremamente reattive che si formano spontaneamente da vari processi cellulari. Se questi sono presenti in quantità eccessiva, sono in grado di reagire con qualunque molecola si trovi in loro prossimità danneggiandola e spesso compromettendone la funzione. Fra gli antiossidanti presenti in forma massiccia nelle bacche di goji ricordiamo l’acido ascorbico (la vitamina C) che, oltre a rafforzare l’azione antiossidante, partecipa alla formazione del collagene delle ossa, della cartilagine e mantiene la resistenza capillare. Anche i carotenoidi, pigmenti ad azione antiossidante e responsabili del colore rosso delle bacche, sono presenti nei frutti del goji in quantità considerevole e, addirittura, in percentuali maggiori rispetto alla carota.

Elenco dei vivai dove si possono acquistare piante di goji:

  • Agricola La Chicca – Strada statale Via Nazionale – 23020 Tresivio (Sondrio) – Cell. 393 1000111, vende per corrispondenza.
  • Azienda Agricola Maioli Enzo – Via Castello, 5 – 42013 Salvaterra (Reggio Emilia) – Tel. e fax 0522 840773, vende per corrispondenza.
  • Floricoltura Prandini di Prandini Gabriele – Via Sempione, 33 – 28040 Borgoticino (Novara) – Tel. e fax 0321 908163 – Cell. 339 3102360, vende per corrispondenza.
  • Fratelli Ingegnoli – Via O. Salomone, 65 – 20138 Milano – Tel. 02 58013113 – Fax 02 58012362, vende per corrispondenza.
  • Gabbianelli Vivai Piante – Via Case Nuove, 44 – 60010 Castelleone di Suasa (Ancona) – Tel. e fax 071 966168, vende per corrispondenza
  • Gregorio Vivai – Frazione San Giovanni Perucca, 154 – 12049 Treinità (Cuneo) – Tel. e fax 0172 647172 – Cell. 335 7032314, vende per corrispondenza.
  • Linea Verde di Pietrobon Diego – Via Po, 1 – Loc.tà Fontane – 31020 Villorba (Treviso) – Tel. 0422 918958.
  • Vivaio Vita Verde – Via I° maggio, 27 – 40015 Galliera (Bologna) – Cell. 348 9100985  vende per corrispondenza.
Bacche di Goji – 54 punti fondamentali da sapere per produrle ultima modifica: 2016-07-19T10:33:51+02:00 da Faidate Ingiardino

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