La storia del finocchio è molto antica: nella pianura di Maratona, località della Grecia teatro della famosa battaglia tra Ateniesi e Persiani, il finocchio cresceva spontaneo e proprio per questo gli antichi Greci lo chiamavano marathon. E’ una tipica pianta mediterranea, che dai Romani fu diffusa in tutta l’Europa continentale. Plinio affermava che il finocchio è ottimo nella cura degli occhi; secondo le credenze popolari antiche, era anche un antidoto contro il morso dei rettili velenosi.
Aiuta la digestione, è utile negli spasmi gastro-intestinali e nell’ernia iatale, incrementa la produzione lattea, è espettorante e ha proprietà estrogeniche.
Si consuma la parte bulbosa, detta “grumolo”, cotta e cruda. Ne esiste un tipo allungato ed uno tondeggiante più apprezzato perché meno fibroso; le due varietà dipendono da fattori ambientali e da un’adeguata tecnica colturale.

TEMPI DI COLTURA
Per avere il finocchio in inverno, nelle zone in cui questo è possibile, la semina in semenzaio si esegue in agosto e il trapianto in ottobre. Per la produzione estiva, la semina in semenzaio si fa invece in gennaio-febbraio e il trapianto si esegue in marzo-aprile.

SEMINA O IMPIANTO
Si semina a spaglio in semenzaio e, quando le piantine sono germogliate, si trasferiscono in vasetti riempiti di torba. L epinatine di finocchio si trapiantano poi all’aperto, in solchi distanti da 20 a 40 cm. Temono il gelo, che provoca alterazioni dei tessuti: è meglio trapiantarli in pieno sole.

TERRENO E CONCIMAZIONE
Per la semina in semenzaio si utilizza terriccio di torba miscelato con un 30% di sabbia di fiume. Per crescere adeguatamente predilige terreni leggeri, ben drenati, concimati con letame o composta.

ANNAFFIATURE
E’ importante annaffiare al primo segnale di aridità, per evitare che le piante vadano in seme e per produrre frutti più gustosi. Nel periodo estivo occorre irrigare sovente; si consiglia, inoltre, di unire spesso all’acqua concimi a base di nitrato di calcio.

coltivare il finocchioCURE PARTICOLARI
Il finocchio è più gradevole da consumare se la parte inferiore è quasi completamente bianca: per questo si ricorre alla tecnica dell’imbiancatura, che consiste in frequenti rincalzi della piantina per mantenere la parte inferiore coperta di terra. Se si avvolge la base con carta spessa, l’imbiancamento sarà ancor più accentuato. Si raccoglie tagliandolo alle radici con un coltello. I parassiti che colpiscono maggiormente le piante del finocchio sono le lumache, da cui difendersi predisponendo specifiche recinzioni e rimuovendole manualmente.
Tra le malattie fungine più comuni ricordiamo la batteriosi. Il batterio, che si trasmette attraverso l’acqua destinata all’irrigazione, attacca la parte aerea e ben presto si trasmette al grumolo, che marcisce. Per evitarlo è necessario rimuovere le cause, come gli eventuali ristagni idrici.

Finocchio ultima modifica: 2013-09-10T17:33:11+00:00 da Faidate Ingiardino

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