Si sente molto e spesso parlare delle piante di bagolaro, ma chi conosce veramente la sua storia, la sua crescita e tutte le curiosità che lo riguardano? Qui di seguito verrà riportata una visione completa e dettagliata del bagolaro, una specie dalle antiche origini e dagli utilizzi comuni inaspettati.

Identificazione

Il bagolaro proviene dalla famiglia delle Ulmaceae. Il suo nome scientifico è Celtis Australis, ma più comunemente viene anche chiamato Fraggiracolo, Lodogno, Romiglia, Caccamo o Spaccasassi. La sua altezza è mediamente sui 12-15 metri, ma col passare degli anni può raggiungere i 20-25 metri. Il Celtis Australis fa parte degli arbusti caducifoglie, il che vuol dire che le sue foglie cadono nelle stagioni fredde sfavorevoli e ricrescono verso aprile-maggio. È una pianta spontanea, ovvero è in grado di crescere normalmente in terreni non coltivati e quindi senza l’aiuto della mano dell’uomo, perché è tipica dell’ambiente e radicata nel territorio. È inoltre considerata molto ornamentale, può essere quindi utilizzata come abbellimento per giardini, parchi o ville private. È una pianta nativa dell’Europa meridionale, dell’Asia minore e dell’Africa del Nord ed è diffusa dalla Spagna sino all’Asia Occidentale. Ricopre l’intero territorio italiano sino all’altezza di 1000 metri in montagna.

Crescita

Il bagolaro cresce molto lentamente e possiede una delle longevità più durature tra gli arbusti, infatti normalmente può arrivare ai 120-140 anni, ma può vivere anche per 3-4 secoli.
Essendo una specie lucivaga (eliofila, che ama la luce), il bogolario, per crescere predilige i terreni freschi, ben idratati, subacidi nei boschi di latifoglie eliofile, ma è in grado di adattarsi bene anche alle superfici rocciose e secche.

Il nome Spaccasassi deriva infatti dalla sua particolarità nell’avere radici talmente robuste e massicce che durante lo sviluppo riescono a sgretolare completamente i sassi, facendosi spazio sul territorio. Non è soggetto a malattie derivanti da parassiti e non ha quindi bisogno di grande manutenzione, ma perché cresca sana nei primi 5 o 6 anni di vita, sarebbe bene interrare del concime nel periodo autunnale. Il clima ideale in cui al bagolaro piace crescere è sicuramente in spazi soleggiati e caldi, però essendo un albero molto forte e robusto, passati i primi anni, sarà in grado di sopportare bene freddo, piogge e climi rigidi.

Tronco e rami

Il bagolaro, soprattutto nella fase di crescita sviluppata, possiede un tronco massiccio, imponente e robusto e mentre nei primi anni di crescita la sua superficie è molto liscia, col passare del tempo si vanno a formare delle grosse nervature. Il suo legno è molto flessibile, elastico e tenace, si presenta in un colore grigio-cinereo lucido, a tratti verdognolo. I suoi rami invece sono di due tipi diversi: ci sono quelli principali, che sono molto compatti e di notevoli dimensioni, e hanno il compito di reggere la folta chioma interamente; e poi sono presenti tanti piccoli rametti sottili e di colore più scuro, che sono dotati di numerose lenticelle biancastre, cioè striature orizzontali che garantiscono la facile trasmissione di ossigeno dall’ambiente esterno ai tessuti interni della pianta.

Foglie e fiori

Essendo una pianta latifoglia, il bagolaro possiede numerosissime foglie grandi, larghe dai 5 ai 15 cm e lunghe dai 10 ai 30 cm. Sono ellittiche, tipicamente asimmetriche alla base e seghettate finemente nella superficie della corporatura. Il picciolo è molto corto e fine, al contrario il lembo (o lamina) si presenta in forma solitamente grande e ovale, con tre nervature primarie sul corpo che donano una percezione molto ruvida al tocco. L’apice è invece di tipo acuminato, cioè seghettato nei margini, ed è dotato di una punta solitamente lunga e ripiegata da un lato.

I fiori del bagolaro crescono solitamente con le foglie verso aprile-maggio e si presentano in colore giallo-verdastro. Possono essere fiori ermafroditi, cioè dotati sia di seme che di pistillo, oppure unicamente maschili, con stami gialli e un ovario che termina con stigmi ricurvi sul bianco. Sulla pianta si riconoscono sia dei tradizionali fiori solitari, cioè con un solo elemento di infiorescenza, oppure anche dei raggruppamenti floreali sull’apice dei rametti piccoli.

Bagolaro frutto

I frutti che crescono dal bagolaro sono grandi circa 12 mm e si chiamano drupe subsferiche, dei frutti carnosi dalla buccia molto sottile, dalla polpa succosa e carnosa e che contengono un solo seme all’interno. Sono indeiscenti, ossia quando giungono a maturazione non si aprono per far uscire il proprio contenuto, ma vengono colte complete di metacarpo. Delle tipiche drupe sono le pesche, le ciliegie, le albicocche, le mandorle, le prugne e le bacche.

Dopo la crescita dei fiori ad aprile-maggio, ci vogliono circa cinque mesi perché i frutti arrivino a maturazione, e si possono cogliere verso settembre-ottobre. Nei primi mesi di crescita, le drupe del bagolaro si presentano bianche o verdi, per poi diventare gialle, e quando invece sono mature hanno un colore rosso scuro-violaceo. I frutti del bagolaro hanno un sapore molto gradevole e dolce, e sono particolarmente amate dagli uccelli di passaggio. I semi invece sono duri ed appuntiti e in passato venivano conservati ed utilizzati per fabbricare dei rosari.

Bagolaro pianta e impieghi

Essendo alberi molto imponenti, i bagolari, sono in grado di resistere a climi molto rigidi, piogge, venti e tempeste, e sono quindi molto utilizzati per abbellire spazi verdi. Vengono soprattutto posizionati nei marciapiedi per fare da contorno alle strade, perché non introducono all’interno troppo inquinamento, perché sono in grado di trasmettere ampie zone di ombra e anche per la semplice ragione che possono essere potati spesso nel caso ce ne fosse bisogno. Dalla corteccia e dalle radici viene inoltre da sempre estratto un colorante giallo utile per la lavorazione dei tessuti in seta. Il legno del bagolaro, essendo chiaro e molto facile da lavorare per la sua flessibilità, è utilizzato in grandi quantità per creare manici, bastoni da passeggio, mobili, attrezzi agricoli, carrozze, remi e statue. Il fogliame del bagolaro invece è facilmente combustibile e quindi impiegato come foraggio pensile. bagolaro nerola

Curiosità

Secondo una leggenda popolare fu Lucifero, mentre cadeva dal Paradiso, a portare il bagolaro sulla terra e pare che ne stringesse un ramo con una presa forte durante la discesa. Avendo le foglie dell’arbusto ben piantate sugli artigli, si dice che, queste abbiano sentito il carico d’odio e la maligna disobbedienza di Lucifero, e che quindi abbiano preso la forma dei suoi artigli.

 

Bagolaro un albero imponente e dai mille utilizzi ultima modifica: 2018-09-04T17:21:24+00:00 da Laila de Carolis

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