Il Colchicum autumnale, più comunemente conosciuto come Colchico, è una pianta erbacea estremamente velenosa da cui possono essere ricavati estratti naturali con funzione depurativa e purgante

Il Colchico, appartenente alla famiglia delle Liliaceae, è distribuito nell’Africa settentrionale e nell’Europa meridionale.

In Italia è presente in quasi tutti gli habitat montani e submontani formando vere e proprie praterie fiorite. Può arrivare a 50 cm di altezza e raggiunge il suo pieno sviluppo attorno ai 2-3 anni di età.

A livello botanico viene classificato come una pianta erbacea dotata di un bulbo perenne; quest’ultimo ha la forma di una noce e si può trovare interrato fino a 20 cm di profondità. Durante la stagione autunnale e invernale, dal bulbo fuoriesce uno stelo di pochi centimetri che porta un fiore singolo dalle tonalità rosa-lilla.

Dopo la fioritura, potrebbe sembrare che le piantine scompaiano; tuttavia, durante la primavera, il Colchico autunnale inizia a emettere le prime foglie verdi con forma lanceolata e raggruppate a rosetta, nel cui centro sono presenti i semi, importanti per la replicazione della pianta.

Viene comunemente definito falso zafferano per la forte somiglianza con il Crocus Sativus (Croco Sativo), pianta dello Zafferano da cui si ricavano i prezioni stimmi.


Fiore velenoso? No tutta la pianta lo è!

Tutte le parti del Colchico sono velenose a causa della presenza degli alcaloidi. Il veleno era noto anche a Dioscoride che, in uno dei suoi scritti “De Medicinali”, ne descrive gli effetti tossici. Uno dei principi attivi è la colchicina che viene impiegata sia nel campo della ricerca scientifica per bloccare la replicazione cellulare sia dall’industria farmaceutica per scopi terapeutici.

La colchicina, maggiormente presente nei bulbi e nei semi, viene utilizzata per la produzione di medicinali contro la gotta, ma anche per preparazioni diuretiche, purganti, anti-infiammatorie e analgesiche. Fino a qualche tempo fa in farmacia era possibile trovare i bulbi del Colchico da cui era possibile ricavare una polvere da usare nella terapia contro la gotta o per ridurre la manifestazione dei dolori reumatici.

Come mettere a dimora il colchico

Si effettua uno scavo con una circonferenza di 40/50 cm

Con un piantabulbi si inseriscono i cormi con la punta rivolta verso l’alto

Infine si ricopre la zolla.

Come si coltivano

Clima

Come tutte le altre Liliaceae è originario dell’Europa centrale e dell’Africa meridionale; per questa ragione necessita di un clima mite caratterizzato da inverni non troppo rigidi ed estati non troppo calde e secche.

Esposizione

Non necessita di particolari attenzioni e può essere posto sia in pieno sole sia con esposizione parziale al sole.

Terreno

È adatto a un tipo di coltivazione in pieno campo; può anche essere posto in vaso, ma la resa è meno efficiente rispetto a quella delle aiuole, del sottobosco, lungo i sentieri o ai margini delle zone d’acqua. Generalmente, per questo tipo di Liliaceae sono indicati terreni costituiti da substrati sabbiosi, argillosi, gessosi o grassi.

Impianto

I bulbi devono essere interrati a una profondità doppia rispetto all’altezza e a una distanza uguale al loro diametro (come se si dovessero piantare uno sì e uno no).

Irrigazioni

Devono essere abbondanti facendo particolare attenzione a far asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra. Evitare di bagnare il terreno tra la fine della primavera e la fioritura autunnale.

Concimazioni

Quando durante la stagione primaverile iniziano a comparire le prime foglie verdi, è importante, per ottenere una buona resa, concimarli due o tre volte con fertilizzanti liquidi adatti a piante fiorite. Successivamente, quando le foglie ingialliscono possono essere recise senza recare alcun danno ai cormi.

A questo punto, le piantine dovrebbero essere lasciate indisturbate nel terreno; non è necessario irrigarle artificialmente. Verso la fine di agosto si risveglieranno autonomamente per iniziare un nuovo ciclo biologico. È possibile che la fioritura non avvenga in tutti gli anni e questo può dipendere da due fattori molto importanti: dalle corrette concimazioni con i fertilizzanti e dalla frequenza e abbondanza delle piogge.

Moltiplicazione

Può essere effettuata attraverso la separazione dei bulbilli durante i mesi autunnali. Molto più difficile è la propagazione attraverso i semi, poiché, in questo caso, la pianta arriverà alla fioritura dopo 7-8 anni.

Raccolta

I semi vengono raccolti quando la pianta raggiunge la maturazione, la quale generalmente avviene tra i mesi di maggio e giugno, in dipendenza dell’altitudine. Le capsule asportate vengono poste su una superficie adatta all’essiccazione, per poi essere sottoposte all’azione di un battitore al fine di ricavarne le sementi.

Per quanto riguarda i bulbi, questi vengono estratti dal terreno con la zappa nei primi mesi autunnali. Alla fine i bulbi vengono tagliati e posti a essiccare su una superficie al riparo dalla luce. Sorgenti luminose potrebbero alterare il principio attivo contenuto nei tessuti del bulbo e nei semi; per questo motivo vengono conservati al buio in contenitori di vetro.

Colchico autunnale | Come riconoscere il falso zafferano velenoso ultima modifica: 2017-11-16T14:30:30+00:00 da Faidate Ingiardino

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