La processionaria del pino è un pericoloso parassita che minaccia le conifere e rappresenta anche un rischio per persone e animali: ecco come riconoscerla e contrastarla efficacemente

La processionaria del pino (Thaumetopea pityocampa) è uno dei parassiti più temuti nei giardini e nei boschi di conifere. La sua presenza non solo compromette la salute delle piante, ma può causare reazioni urticanti anche a persone e animali domestici.

Conoscere le caratteristiche di questo lepidottero, i danni che provoca e i metodi più efficaci per prevenirne la diffusione è fondamentale per proteggere il verde circostante.

Caratteristiche e ciclo vitale

La processionaria del pino è un lepidottero appartenente alla famiglia delle Notodontidae. Il suo nome deriva dal comportamento tipico delle larve che si muovono in fila indiana, formando vere e proprie “processioni”.

  • Uova: deposte in estate sulle chiome dei pini, racchiuse in manicotti grigiastri.
  • Larve: compaiono in autunno e sono ricoperte di peli urticanti che le rendono particolarmente pericolose.
  • Nidi sericei: bianchi e ben visibili sui rami durante l’inverno.
  • Processione: in primavera, le larve scendono al suolo in fila per interrarsi e trasformarsi in crisalidi.

Il ciclo si completa con l’emergere delle farfalle adulte in estate, pronte a ripetere la riproduzione.

Danni alle piante

Le larve della processionaria del pino si nutrono degli aghi delle conifere, con gravi conseguenze per la vegetazione:

  • Defogliazione intensa che indebolisce la pianta.
  • Riduzione della fotosintesi e crescita rallentata.
  • Maggiore vulnerabilità ad altri parassiti e malattie.

Se l’infestazione è ricorrente, l’albero può subire un deperimento progressivo che, nei casi più gravi, porta alla morte.

processionaria del pino

Rischi per persone e animali

La processionaria non rappresenta solo un problema fitosanitario, ma anche un rischio diretto per la salute di persone e animali domestici. I peli urticanti delle larve contengono una sostanza tossica che può causare:

  • Dermatiti e prurito sulla pelle.
  • Irritazioni oculari anche gravi.
  • Problemi respiratori se inalati.
  • Lesioni alla bocca e alla lingua negli animali domestici, in particolare nei cani.

Per questo motivo la gestione tempestiva del parassita è essenziale non solo per le piante, ma per la sicurezza di chi frequenta giardini e parchi.

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Prevenzione della processionaria del pino

La prevenzione è l’arma più efficace per limitare la diffusione di questo parassita. Alcune buone pratiche includono:

  • Monitoraggio costante degli alberi nei periodi critici, in particolare tra autunno e primavera.
  • Rimozione dei nidi durante l’inverno, utilizzando strumenti da giardinaggio adeguati e sempre con protezioni individuali.
  • Trappole a feromoni per catturare i maschi adulti e ridurre la riproduzione.
  • Barriere meccaniche posizionate sul tronco per bloccare la discesa delle larve al suolo.
processionaria del pino

Metodi di lotta

Per contrastare la processionaria del pino si possono adottare diversi sistemi, che variano a seconda del livello di infestazione.

Trattamenti biologici

L’impiego di Bacillus thuringiensis var. kurstaki è tra le soluzioni più efficaci: questo batterio colpisce le larve senza danneggiare l’ambiente né gli insetti utili.

Metodi meccanici

La raccolta manuale e la distruzione dei nidi è un’operazione valida, ma richiede protezioni adeguate per evitare il contatto con i peli urticanti.

Lotta integrata

In alcuni casi si utilizzano predatori naturali come uccelli insettivori, oppure si favorisce la biodiversità per ridurre l’impatto delle infestazioni.

Normative e obblighi

In Italia, la gestione della processionaria del pino è regolata anche a livello normativo. Il Decreto Ministeriale del 6 dicembre 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2022, ha ridefinito le misure fitosanitarie, demandando agli enti locali la possibilità di emanare ordinanze specifiche.

Oggi, quindi, la rimozione dei nidi e le azioni di contenimento sono spesso imposte da ordinanze comunali emesse dai sindaci per tutelare la salute pubblica e prevenire la diffusione del parassita.

processionaria

Curiosità e aspetti meno noti sulla processionaria del pino

Un aspetto interessante riguarda la resilienza del parassita: le crisalidi possono restare nel terreno in diapausa per diversi anni, emergendo solo quando le condizioni sono favorevoli. Inoltre, la presenza massiccia della processionaria è spesso un indicatore di squilibri ambientali, come il riscaldamento climatico che ne favorisce la diffusione anche a quote più alte.

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Alla luce di quanto detto, è chiaro che questo parassita unisce pericolosità ambientale e sanitaria.

Riconoscere per tempo i segni della sua presenza, adottare misure preventive e intervenire con metodi efficaci è l’unico modo per proteggere alberi, animali e persone. Una gestione attenta, sostenuta anche da buone pratiche di giardinaggio e strumenti adeguati, consente di contenere questo nemico silenzioso e preservare la bellezza dei pini.

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Processionaria del pino: danni, rischi e strategie per combatterla ultima modifica: 2025-10-16T08:00:00+02:00 da PA

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