Lo scalogno è una bulbosa parente stretto di aglio e cipolla. È semplice da coltivare, possiede molteplici benefici ed è ottimo in cucina

Lo scalogno (nome scientifico Allium ascalonicum), anche detto “scalogna”, è una pianta bulbosa appartenente alla famiglia delle Liliaceae. Nonostante sia un parente stretto di aglio e cipolla, ha forma e sapore differenti. Ma scopriamolo nel dettaglio.

Al di sotto della pellicola esterna il bulbo si presenta di colore violaceo; in alcune varietà, anziché essere singolo, è formato da differenti porzioni globose. La parte apicale del bulbo produce foglie tubolari e allungate, di colore verde opaco e vuote all’interno; alla base invece si sviluppano sottili radici fascicolate che possono raggiungere una lunghezza di circa 15 cm. L’intera pianta, comprensiva di bulbo e foglie, può anche superare i 30 cm di altezza.


Lo scalogno è coltivato per i suoi bulbi che, a seconda della varietà, possono assumere una forma affusolata, allungata o arrotondata.

scalogno

È originario del Medio Oriente, ma si diffuse in Europa già in epoca antica. Da allora è consumato e apprezzato anche per i suoi benefici, si tratta infatti di un potente antibiotico e disinfettante delle vie respiratorie; inoltre è un portento nel rinforzare le difese immunitarie.

Il suo sapore è particolare: dolce e rotondo, con un retrogusto piccante e piacevole che ben si presta a molte ricette.

Oggi questo bulbo non è molto presente negli orti italiani, a differenza di altri paesi nei quali è molto più diffuso e apprezzato.

Coltivazione dello scalogno

Clima

Lo scalogno predilige un clima temperato e la coltivazione può avvenire sia in autunno sia in primavera, quando la temperatura è mite e compresa tra i 10 e i 25 °C. Può essere coltivato in tutte le regioni d’Italia, a qualsiasi latitudine in località costiere, in pianura o in collina.

Esposizione

Predilige le posizioni ben soleggiate, ma nei periodi più piovosi, caratterizzati da fenomeni meteorologici intensi (come violente grandinate), è buona norma predisporre ripari idonei a proteggere le piante.

Nonostante prediliga un clima mite, riesce ad adattarsi anche al freddo meno intenso.

Terreno

Predilige terreni fertili e sciolti, purché siano ben drenati: un suolo morbido e sabbioso è l’ideale per consentire una crescita sana e vigorosa del bulbo,

Tuttavia questo ortaggio si adatta bene anche a terreni pesanti e argillosi, ma in tal caso è bene garantire un buon drenaggio per evitare i ristagni idrici.

Impianto

La messa a dimora deve avvenire o a fine autunno o in tardo inverno.

L’impianto dello scalogno si realizza interrando i bulbi a una profondità di 10-15 cm.

È importante disporre lo scalogno in solchi distanti tra loro 20-30 cm, mantenendo i bulbi a una distanza di circa 15 cm l’uno dall’altro.

Irrigazioni

Non necessita di quantità d’acqua eccessive, ma è bene annaffiare costantemente i germogli nella fase iniziale, mantenendo sempre il terreno umido. Quando la pianta raggiunge i 15 cm di altezza gli apporti d’acqua vanno ridotti. È necessario evitare che il terreno sia troppo secco o, al contrario, troppo bagnato.

Concimazioni

Per la concimazione si consiglia l’aggiunta di fertilizzante naturale da interrare durante la stagione che precede la semina. Inoltre è possibile aggiungere per ogni metro quadro circa 10 g di solfato di potassio e 20 g di superfosfato.

Moltiplicazione

Lo scalogno si riproduce mettendo a dimora i bulbi. Questi possono essere acquistati già sviluppati presso le serre e i vivai specializzati.

Raccolta

Lo scalogno va raccolto a fine giugno se si desidera consumarlo fresco, mentre se si vuole conservare l’ortaggio la raccolta va effettuata tra luglio e agosto.

Quando lo scalogno è maturo la parte aerea si ripiega per farla seccare.

Per facilitarne la raccolta si conficca la forca nel terreno sollevando la zolla che contiene il bulbo.

Malattie

Lo scalogno teme in particolar modo le malattie fungine come i marciumi radicali, l’oidio, la muffa grigia e la peronospora. Per limitare l’insorgenza di queste malattie si consiglia l’utilizzo di prodotti specifici. La pianta è inoltre soggetta all’attacco di parassiti come la mosca della cipolla e i tripidi; questi possono essere allontanati con l’ausilio di antiparassitari specifici.

Le varietà

scalogno comune

Scalogno comune – Detto anche scalogno grigio; si tratta della varietà più produttiva e si presenta con un bulbo sodo, piccolo (circa 15 g di peso) e di forma allungata. Ha un sapore dolce e lievemente piccante.

Scalogno violetto o di Romagna – Si presenta con un bulbo molto piccolo (circa 10 g di peso), di forma affusolata e con una buccia coriacea di colore violaceo. La polpa interna è violetta, dal sapore deciso e piccante.

Scalogno tondo o di Jersey – Ha un bulbo principale di forma arrotondata e rigonfia, composto da tre bulbi piccoli. Ha dimensioni superiori rispetto alle altre varietà, può arrivare a pesare 30 g. Ha una pellicola esterna bruna e un sapore particolarmente dolce e delicato, molto apprezzato in Francia e in Olanda.

Usi e benefici

Le foglie di scalogno sono commestibili; il loro sapore è meno deciso rispetto a quello dei bulbi, ma tagliate sottili possono essere consumate crude, per esempio in insalata.

scalogno ricette

Lo scalogno è un ingrediente prezioso in cucina e grazie al suo gusto intenso si presta a un sacco di preparazioni. Può essere consumato crudo o cotto. È l’ideale come soffritto per i risotti o come ingrediente principale di brodi e zuppe. Spesso è utilizzato per insaporire carne e pesce o come base per la preparazione di sughi e salse.

scalogno

Questa bulbosa è ricca di proprietà benefiche; si tratta infatti di un valido aiuto per le difese immunitarie; inoltre è un potente antibiotico nonché disinfettante delle vie respiratorie.

 

 

Scalogno, la bulbosa antica dal sapore dolce e rotondo | Coltivazione ultima modifica: 2019-06-10T12:12:27+02:00 da Faidate Ingiardino

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