Prima di scegliere tra le numerose varietà bisogna conoscere la temperatura minima invernale della serra

Le orchidee sono diffuse in tutto il mondo, ma le più belle sono originarie delle foreste tropicali: prediligono quindi un ambiente caldo e molto umido. Al contrario, soffrono l’aria stagnante, pertanto occorrono serre con aperture e schermature in grado di garantire il ricambio d’aria e riparo dai raggi solari diretti.
I semi germinano solo in presenza di particolari funghi del terreno con i quali entrano in simbiosi. Questo può creare qualche difficoltà, ma fortunatamente molte varietà si possono riprodurre trapiantando gli pseudobulbi; sono proprio questi i più facilmente reperibili in commercio, anche se esistono semenzai di orchidea già sviluppati.

Specie epifite

Crescono su tronchi di altre piante. In questi casi si può collocare la pianta in un incavo praticato in un tronco in cui inserire le radici ed un po’ di terriccio.

Pseudobulbi

Altre specie, come le Dendrobium, si riproducono con stoloni derivanti da pseudobulbi vecchi; quando presentano 2,5 cm di radici si possono staccare e trapiantare.

Ogni 15 giorni

Vanno innaffiate con acqua addizionata con fertilizzante azotato, specie durante la fioritura, per dare vigore alla pianta e favorire lo sviluppo di altri pseudobulbi.

Nel periodo estivo

Bisogna evitare che le foglie delle piante in serra vengano ustionate dal sole, ombreggiando con cannicci o tendine, ma assicurando un ambiente luminoso.

Innaffiare il pavimento

È un modo per mantenere un alto tasso di umidità, necessario nel periodo vegetativo; dopo la fioritura va evitato, per concedere un periodo di riposo alle piante.

La rinvasatura

Si fa tra marzo e maggio, in un vaso di poco più grande e con il fondo drenato da cocci e sassolini, eliminando le radici morte e riempiendo con terriccio fresco e compatto.

Coltivare le orchidee ultima modifica: 2018-08-07T17:20:04+00:00 da Laila de Carolis

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