Il Trinidad Scorpion è una varietà di peperoncino estremamente piccante, la cui coltivazione non è difficile ma occorre osservare alcune regole precise…

Lo scorpione di Trinidad

Originariamente nativo di Trinidad e Tobago, successivamente diffuso più in generale nell’America Centrale e nelle zone caraibiche

Deriva da una modificazione genetica che in agronomia viene definita cultivar, ossia una varietà che è stata migliorata “artificialmente” riunendo in essa le caratteristiche di ulteriori specie.

Secondo una classificazione apposita, nell’anno 2011 è stato insignito del titolo di peperoncino più piccante al mondo, primato ottenuto grazie alla grande quantità di capsaicina in esso contenuta (oggi invece è retrocesso in quarta posizione tra i peperoncini piccanti nonostante le sue quasi 2 milioni di Unità Scoville, ossia l’unità di misura della piccantezza).

L’aspetto è tondeggiante, con dimensioni che sono indicativamente pari a una sfera di circa 4-5 cm di diametro. Il nome Scorpion gli è stato assegnato osservando la parte terminale della sua geometria, nella quale un piccolo ricciolo rimanda alla coda di uno scorpione, ma anche per il bruciore che si avverte una volta inghiottito, la cui intensità genera una reazione che ricorda molto la puntura del pericoloso animale. E’ talmente piccante che irrita anche le mani se lo si maneggia per un po’ di tempo.

Viene chiamato in diversi modi, ecco i più utilizzati e conosciuti:

  • trinidad scorpion moruga
  • peperoncino scorpion
  • trinidad moruga scorpion
  • red scorpion
  • scorpion trinidad
  • scorpione di trinidad
  • red scorpion peperoncino

Il profumo è forte, intenso, deciso, la consistenza è compatta e la piccantezza di presenta di grado molto elevato (circa 200 volte più piccante rispetto ad un peperoncino tipico della Calabria). Anche il gusto, per quello che si può percepire, appare robusto e forte.

Dal punto di vista botanico il Trinidad Scorpion appartiene alla famiglia del Capsicum Chinese, della quale fa parte anche il famoso Habanero Messicano, altro peperoncino piccante, ma con un gusto più sopportabile e percepibile.

Il peperoncino in questione vanta un buon contenuto di antiossidanti e di vitamine e funziona come bruciagrassi, stimolando l’azione dell’organismo. Inoltre aiuta la digestione e contribuisce a mantenere pulite le arterie, svolgendo un effetto benefico sul cuore e sulla circolazione sanguigna. Per questo motivo è utile coltivare peperoncini, di qualsiasi cultivar

La semina e la crescita della pianta del peperoncino piccante Trinidad Scorpion

Semina

La semina del trinidad scorpion deve essere effettuata in una zona molto calda e in pieno sole, preferendo un vaso che abbia una profondità di almeno 15-20 centimetri, per poi effettuare un eventuale trapianto nell’orto o in un vaso di dimensioni maggiori (30 centimetri).

Per accelerare i tempi della crescita della piantina è possibile seminare a gennaio in casa e poi mantenere la protezione al freddo fino a febbraio, per poi dargli sviluppo all’aperto durante le prime giornate soleggiate primaverili, interrandola o esponendola all’aperto.

Terreno

La terra di coltivazione è fondamentale per la crescita del peperoncino Trinidad Scorpion. Se non si hanno a disposizione terricci specifici, è possibile utilizzare una normale terra indicata per piante da fiore, da integrare con del concime stallatico organico.

Prima di riempire il vaso con un primo strato di terra, è consigliabile porre sul fondo una parte di drenaggio, magari con dell’argilla, in modo che l’acqua possa defluire dai fori dal vaso senza ristagnare nella parte bassa.
Il terreno deve contenere un buon grado di concentrazione di potassio, elemento capace di influenzare positivamente sia i frutti che le radici, donando anche particolare colore al peperoncino.

Il Trinidad Scorpion in varie fasi di maturazione

Concimazione

La concimazione è richiesta una volta che si pone a dimora, evitando però le alte concentrazioni di azoto che influiscono negativamente sulla produzione di frutti. E’ possibile utilizzare concimi granulari oppure liquidi a lento rilascio.

Esposizione

La pianta può raggiungere anche un’altezza di 120 centimetri, ma di solito si ferma a circa 80 centimetri e si caratterizza dalla presenza di fogliame medio grande.

Se la pianta dovesse svilupparsi eccessivamente in altezza, potrebbe essere che non abbia abbastanza luce: in questo caso è buona norma osservare il tronco, il quale deve presentarsi robusto e non troppo sottile. Se fosse ritenuto debole e di piccolo diametro, sproporzionato rispetto all’altezza, è consigliabile incrementare l’esposizione diretta al sole, il cui effetto è proprio quello di irrobustire il fusto, a discapito della crescita in altezza.

Difficilmente un tronco sottile riuscirà a sostenere la crescita completa e con molta probabilità la pianta tenderà a morire senza dare i frutti sperati. Meglio quindi lasciare all’esposizione diretta del sole la pianta fin dalle sue prime battute, magari aumentando progressivamente il tempo di luce, per irrobustire il fusto fin dalle prime fasi di sviluppo.

Irrigazione

Si dice che un eccesso di acqua possa mitigare l’effetto piccante: non è cosa dimostrata scientificamente ma è comunque plausibile. Ciò che è certo è che la pianta non deve soffrire la sete. Stando al caldo e in piena esposizione al sole, tende a seccare e un chiaro indice è il colore delle foglie e la loro forma. Se iniziano a chiudersi su sè stesse e a sbiadirsi, significa che la pianta è in sofferenza dal punto di vista idrico ed è necessario dunque intervenire bagnando la terra, ma senza esagerare con l’acqua, dato che preferisce un clima molto caldo e umido. Evitare assolutamente i ristagni.

Raccolta frutti

Prima di poter raccogliere i primi frutti è necessario pazientare, dato che vengono pronti dopo un bel po’ di tempo. Inizialmente, alla comparsa, il peperoncino è verde e piano piano tende all’arancio, per poi, a maturazione avvenuta e completata, divenire di colore rosso acceso, assumendo la forma di un fiore capovolto.

Mediamente la raccolta è possibile dopo 4-5 mesi e il frutto si stacca dalla pianta con particolare facilità. Lasciando la piantina priva di acqua nei 3-4 giorni prima della raccolta, la piccantezza del frutto viene accentuata.

La coltivazione è possibile anche indoor, grazie alle tecniche innovative del giorno d’oggi. L’aspetto più critico riguarda il calore e l’esposizione alla luce diretta: esistono in commercio apposite lampade a led e UV particolarmente indicate per simulare le condizioni naturali tipiche dell’ambiente outdoor.

Gli usi in cucina

Per utilizzare il peperoncino piccante Trinidad Scorpion in cucina è consigliata molta cautela fin dalle prime fasi.

Innanzitutto è bene maneggiare l’ortaggio con cura e con dei guanti in lattice per evitare l’irritazione alla pelle. Inoltre è bene impiegare piccolissime quantità di prodotto, viste le sue caratteristiche.

Un impiego degno di menzione riguarda l’aromatizzazione dell’olio: è un’operazione che può essere svolta da chiunque. Una volta raccolti i peperoncini, vanno lasciati essiccare non alla luce diretta del sole, per poi essere frantumati a mano (sempre con degli appositi guanti). Ciò che ne esce va messo nell’olio per almeno 30 giorni in modo che il condimento prenda il gusto deciso e piccante che il peperoncino gli trasferisce.

Riguardo la concentrazione, dipende dal gusto personale: inizialmente è forse meglio iniziare con poco, magari uno o due peperoncini per litro di olio e assaggiare il risultato dopo un mese di immersione totale.
Un altro impiego molto diffuso è come insaporitore di pietanze cucinate alla griglia o al barbecue, magari messo all’interno di una particolare salsa piccante.

Trinidad Scorpion | Come coltivare il quarto peperonciono più piccante al mondo ultima modifica: 2018-07-31T11:14:22+00:00 da Faidate Ingiardino

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