Inizialmente domesticata in Afghanistan, la carota è un’erbacea coltivata da circa 2000 anni

Le origini della carota (Daucus carota), appartenente alla famiglia delle Apiaceae, sono remote: cresce da sempre spontaneamente nell’area mediterranea, non a caso è documentato il suo consumo già da parte dei Greci e Romani, che ne apprezzavano le proprietà medicinali. Dal Rinascimento in poi fu coltivata costantemente in Europa e si selezionarono varietà via via più gustose.

La pianta e le varietà

È un’erbacea annuale che si coltiva frequentemente come annuale. La sua radice vegetale, dalle tonalità arancioni, è impiegata in cucina: squisita sia cruda sia cotta, fa bene perché contiene zuccheri, sali minerali, vitamine e carotene. Il suo fogliame, inoltre, aggiunge un particolare tocco decorativo all’orto. Sono conosciute e apprezzate, oltre alla daucus “tradizionale”, altre due varietà di questa pianta:

  • la carota nera, da sempre molto apprezzata e coltivata in Oriente, soprattutto in India e in Cina dove viene consumata regolarmente per le sue proprietà benefiche antiossidanti;
  • la carota viola, o “purple carrot“, coltivata principalmente per essere ricca di vitamine e dalle forti proprietà a beneficio della nostra pelle, soprattutto a difesa dei raggi solari estivi.

Le carote nere sono largamente diffuse in Oriente.

Coltivazione

Tempi di coltura

La semina della carota si effettua in primavera per le varietà precoci da raccogliere in estate, a giugno – luglio per le varietà tardive; è consigliabile seminare ogni 15-25 giorni, per ottenere radici a diverse epoche e di conseguenza carote fresche per un lungo periodo di tempo.

Semina

La semina tradizionale si effettua in solchi profondi 3 – 5 cm, dopo aver mescolato i semi con sabbia asciutta e granulosa; i semi vanno disposti non troppo fittamente, in file distanziate 20 – 25 cm tra loro. Per coltivazioni più estese può essere comodo utilizzare la semina con nastri biodegradabili, sui quali sono inseriti i semi a distanza predeterminata; una volta posizionati, i nastri devono essere ricoperti da uno strato sottile di terra, con l’aiuto di un rastrello.

Terreno e concimazione

La carota si sviluppa meglio in terreni ben drenati, molto leggeri, possibilmente mescolati con sabbia. Nel corso della preparazione del terreno non si deve somministrare letame, ma un fertilizzante minerale complesso ternario adatto. Quando le piante si stanno sviluppando, si somministra solitamente nitrato di calcio.

Irrigazione

Nei periodi di siccità, le piantine di carota vanno irrigate abbondantemente e frequentemente a pioggia, con acqua non troppo fredda, evitando però i ristagni d’acqua.

Cure generali

Quando spuntano le foglie, è consigliabile diradare le piante, in modo che distino 3 – 5 cm una dall’altra. La raccolta si effettua manualmente o con l’aiuto di un forcone. Tra i parassiti che attaccano questa pianta, i più comuni sono l’afide, che attacca le foglie, e la mosca della carota, le cui larve scavano gallerie nelle radici deformandole. Per ovviare questo problema è consigliata la consociazione con cipolle o porri. Il marciume della carote è un’alterazione che colpisce le radici, rendendole molli e acquose: si previene utilizzando terreno ben drenato e dosando al meglio le irrigazioni.

Le radici delle carote sono ricche di zuccheri e sali minerali.

Usi e proprietà

Semplice da coltivare, si usa per accompagnare innumerevoli pietanze; si può conservare per diversi mesi mantenendo inalterate tutte le sue proprietà organolettiche. È ricca di principi attivi, tra cui il carotene, sostanza che il nostro corpo trasforma in vitamina A, molto utile per la vista e per proteggere l’organismo dalle malattie infettive, stimolare l’abbronzatura e prevenire la formazione delle rughe. Contiene inoltre vitamine B, C, PP, D ed E, sali minerali e zuccheri semplici.

Carota | Cosa c’è da sapere: coltivazione, proprietà e usi ultima modifica: 2013-09-10T16:31:34+00:00 da Faidate Ingiardino

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