L’ippocastano è un albero rustico e restistente al gelo. Richiede sole parziale ed è ottimo per decorare i viali.

Il nome ippocastano deriva dai termini greci “ippos” e “kastanon” ovvero cavallo e castagna, poiché anticamente i semi di questa pianta venivano utilizzati come alimento per i cavalli. Il termine scientifico è Aesculus Hippocastanum.

Conosciuto anche con il nome di castagno d’India, l’ippocastano è un albero abbastanza diffuso sul territorio europeo e risulta molto apprezzato come ornamento dei viali o per creare un’ampia zona d’ombra. Le foglie di questa pianta presentano una nervatura centrale, la pagina superiore della foglia risulta più scura e liscia rispetto a quella inferiore che si presenta più opaca e ruvida. Le foglie dell’ippocastano sono decidue, lunghe 20 centimetri e si differenziano da quelle delle altre piante ornamentali per la particolare costituzione a 5-7 lamine obovate con base stretta. L’altezza di questo albero raggiunge i 25-30 metri, la struttura fogliare fitta ed elegante ha un diametro che varia dagli 8 ai 15 metri. La chioma dell’albero di ippocastano si presenta leggermente tondeggiante grazie alla particolare disposizione dei rami. Quelli inferiori crescono orizzontalmente, mentre i rami più alti si sviluppano ricreando una forma simile a un candelabro.

Ippocastano foglia

Sul territorio italiano la pianta di ippocastano risulta molto diffusa principalmente nella zona centro-settentrionale. Questo albero predilige i terreni fertili e con una concentrazione minima di salinità. L’inquinamento atmosferico causa un arrossamento nei margini delle foglie.


La corteccia dell’ippocastano giovane si presenta liscia e scura, per poi desquamarsi in placche chiare nel corso della vita della pianta.

L’ippocastano è un albero longevo e richiede un terreno ampio per crescere vigoroso. Le radici di questo albero si diramano in superficie e possono causare danni se piantato vicino a un’abitazione, un marciapiede o qualsiasi altra tipologia di costruzione.

ippocastano

Esposizione, acqua e concimazione

L’ippocastano cresce vigoroso se esposto al sole per molte ore durante l’arco della giornata. Questo albero predilige il clima caldo-umido e soffre in presenza di inquinamento atmosferico, temperature troppo basse vicino allo zero e terreno con un’alta concentrazione di salinità. Il terreno maggiormente indicato per la messa a dimora dell’ippocastano è di tipo fertile, fresco e ben drenato. Una concimazione regolare effettuata utilizzando concime organico durante i mesi autunnali aiuta la crescita rigogliosa dell’ippocastano e rafforza le sue difese contro le infestazioni da parassiti. L’albero adulto non necessita annaffiature, mentre le piante più giovani ne apprezzano almeno una mensile.

Ippocastano a crescita spontanea o ibrido

La pianta che cresce spontaneamente è caratterizzata da fiori bianchi con macchie gialle. Questa varietà di ippocastano è la più debole agli attacchi da parte dei parassiti. La fioritura dell’esemplare ibrido dell’ippocastano è di colore rosso. L’ippocastano a fiori rossi è generato dall’ibridazione tra Hippocastanum e Ae Pavia. Questa pianta si presenta più piccola dell’originario ippocastano e raggiunge soltanto i 12 metri di altezza, presenta una fioritura molto particolare e per chi desidera piantarlo all’interno del proprio giardino può interrare direttamente i semi. L’albero di ippocastano ibrido si adatta meglio al clima di tipo secco e risulta più resistente agli attacchi della cameraria.

Semi, fiori e frutti dell’ippocastano

La fase di fioritura dell’ippocastano raggiunge l’apice durante i mesi primaverili di aprile e maggio. I fiori dell’ippocastano sopravvivono circa 30 giorni prima di appassire, sono ermafroditi e si presentano con una corolla con cinque petali di colore bianco con macchie rosa o gialle verso la parte centrale. Tutti i fiori sono raccolti in infiorescenze a forma di pannocchia lunga circa 20 centimetri.

fiori e frutti ippocastano

Ippocastano frutto e fiori

Il seme degli ippocastani è conosciuto con il nome di castagna matta e si presenta di colore bruno leggermente lucido. Le castagne matte non sono commestibili, non hanno un buon sapore e il loro odore durante un’eventuale cottura risulterebbe a dir poco sgradevole. Questo seme è racchiuso insieme ad altri tre semi all’interno del frutto dell’ippocastano, ovvero una capsula grossa di forma rotonda e di colore verde ricoperta di corti aculei. I semi dell’ippocastano si presentano esteticamente simili a quelli del castagno, ovvero le castagne commestibili, dal gusto inconfondibile e molto apprezzate dagli italiani. La semina dell’ippocastano è un processo delicato e necessita di un clima caldo-umido per garantire la corretta crescita.

Utilizzare la castagna amara per riprodurre l’ippocastano

Per far crescere una nuova pianta di ippocastano il procedimento da seguire è minuzioso e lungo. Il primo passo da seguire è la raccolta del frutto castagna amara durante l’autunno. Conservare il frutto fino alla prossima primavera in un composto di torba e sabbia. Nel mese di maggio controllare se la piantina ha raggiunto almeno i 10 centimetri di altezza per potere essere trapiantata in un vaso più grande per permettere alle radici di crescere. Lo sviluppo delle radici richiede un trapianto in vasi più grandi a cadenza annuale per almeno quattro anni consecutivi. Trascorsi questi quattro anni e mezzo circa la pianta passa dalla fase in cui sviluppa le radici alla fase vegetativa e pertanto ha raggiunto il momento adatto per la messa a dimora. L’area in cui piantare l’ippocastano deve essere ampia, molto soleggiata e deve avere un terreno ben drenato.

Ippocastano e potatura

L’ippocastano è un albero caratterizzato da una chioma vigorosa, non ama le potature e necessita di molto spazio per garantire una crescita ottimale. Decidere di piantare un albero di queste dimensioni all’interno del proprio giardino deve essere una scelta consapevole e ben meditata. L’ippocastano è un albero che può essere piantato solitario all’interno di un ampio prato per godere della vista della sua bellezza e della sua ombra distendendosi ai suoi piedi. La potatura dell’ippocastano è sconsigliata per due fattori, primo fra tutti il rischio di causare ferite a una pianta che non riesce con facilità a chiuderle e secondo poiché si potrebbe rovinare la naturale crescita armonica della chioma. Per chi decide di piantare un ippocastano si raccomanda di valutare attentamente la futura crescita della pianta e pertanto distanziarla il più possibile da qualsiasi struttura già presente.

Ippocastano malattia e parassiti

Il più temuto nemico dell’ippocastano è un lepidottero minatore fogliare proveniente originariamente dalla repubblica di Macedonia, ma oggi presente in Italia nella zona centro-settentrionale e in Emilia Romagna. Questo lepidottero si è diffuso sul territorio italiano durante gli anni novanta. La cameraria predilige infestare la varietà di ippocastano a fiori bianchi. Per i meno esperti questo parassita si presenta come una farfalla di piccole dimensioni (non raggiunge neanche un centimetro di lunghezza) di colore bruno con striature bianco-argentee sulle ali. Massicce infestazioni di cameraria possono minare la vitalità della pianta. Un primo attacco da parte di questo parassita colpisce le foglie inferiori, raggiungendo la parte più alta della chioma se non si combatte in tempo l’infestazione. L’albero di ippocastano attaccato dalla cameraria perde tutte le foglie già entro la fine del mese di luglio. Durante la stagione invernale è importante raccogliere tutte le foglie cadute dall’albero e distruggerle, eliminando in questo modo eventuali crisalidi della cameraria.

Ippocastano proprietà

L’ippocastano vanta proprietà decongestionanti e vasocostrittrici. Dai semi e dalla corteccia è possibile estrarre l’escina (una mistura di saponine) utilizzata in erboristeria e medicina per le sue proprietà antinfiammatorie, vasoprotettrici e vasocostrittrici. Per il trattamento dei disturbi causati da malattie rettali e da insufficienza venosa cronica trovano ampio impiego gli estratti di ippocastano. Questi favoriscono il drenaggio linfatico riducendo il ristagno del sangue alle caviglie e negli arti inferiori. Pomate, gel e compresse a base di ippocastano riducono la sensazione di gambe pesanti, la comparsa di crampi notturni, il gonfiore e il prurito agli arti inferiori. La gemmoterapia sfrutta le proprietà decongestionanti presenti nelle gemme dell’ippocastano. Il gemmoderivato aiuta il restringimento delle varici dilatate e contribuisce a migliorare la salute delle vene.

Assumere con prudenza consultando il medico

È opportuno consultare il medico prima di iniziare una cura utilizzando preparazioni erboristiche o farmaci a base di ippocastano in presenza di ulcere peptiche, insufficienza renale, durante la gravidanza e l’allattamento e qualora si assumano altri farmaci.

 

Ippocastano | Aesculus Hippocastanum l’albero della “castagna matta” ultima modifica: 2018-11-22T11:17:47+02:00 da Laila de Carolis

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