Del genere Aconito (Aconitum) sono largamente diffuse perenni erbacee che dalla metà alla fine dell’estate producono delle spighe alte e sottili fiori di vari colori

L’aconito, appartenente alla famiglia delle Ranuncolaceae, è (forse) la più comune pianta erbacea delle Alpi: si sviluppa in natura in zone montuose, prediligendo climi che variano dal fresco al temperato.

Aconito pianta

Adatte ai giardini, soprattutto come sfondo di una bordura, queste piante sviluppano fiori velenosi: devono essere controllate e tenute lontano dai bambini e da chi è ignaro della loro tossicità. Generalmente, tutti gli aconiti rendono meglio se piantati in gruppo e lasciati “allungare” per alcuni anni, considerata la loro crescita abbastanza lenta. Hanno foglie basali, di colore verde scuro nella pagina superiore e biancastre in quella inferiore.


L’aconitum napellus immortalato in natura.

La varietà più comune è l’aconitum napellus, l’aconito napello, capace di raggiungere 1 m di altezza e, in estate, di produrre spighe di fiori blu intenso. Esistono numerose cultivar di questo genere, molte delle quali dai fiori di varia tonalità, dal lilla al blu.

Coltivazione

Esposizione

Gli aconiti richiedono un clima fresco/temperato, quindi esponiamoli preferibilmente a mezz’ombra. L‘aconitum nepellus sopporta il gelo dell’inverno.

Tipo di terreno

Scegliamone uno da giardino ricco di humus e sostanza organica, come il letame, e soprattutto che sia ben drenato.

Irrigazione

Annaffiamoli regolarmente lungo tutto l’arco dell’anno, facendo attenzione a non creare ristagni idrici che possono causare la marcescenza dei rizomi.

Concimazione

Somministriamo del fertilizzante completo per piante da fiore, a cadenza settimanale, ricco di azoto e potassio per tutta la primavera.

Propagazione

Si propagano per seme o per divisione delle radici. Suggeriamo di non applicare tutori; servono solo se la pianta è in posizione esposta.

Malattie e cure

Sono piante molto rustiche, ma un’eccessiva umidità a livello delle radici può attrarre l’oidio e la verticillosi: rimuoviamoli con insetticidi ad ampio spettro.

Aconito veleno?

Gli alcaloidi contenuti in questa pianta, come l’aconitina, sono molto pericolosi sia ingeriti, sia a contatto dermico. L’intossicazione è rapidissima: in un periodo compreso tra i 10 e 90 minuti dall’ingestione si palesano sintomi quali palpitazioni, difficoltà del respiro, tachicardia, nausea, dolore addominale e vomito. Circa 3 grammi di aconitina possono portare alla morte un individuo in poche ore.

Attenzione, però, anche al contatto dermico. Se toccate foglie e fiori, a livello delle mani, possono insorgere problematiche quali prurito, disturbi sensoriali e a volte persino motori.

Aconito | L’erbacea tossica: possiamo coltivarla in giardino? ultima modifica: 2018-02-09T11:06:58+00:00 da Faidate Ingiardino

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