Indispensabile in cucina, possiamo coltivarne più specie in diversi periodi dell’anno, senza troppe cure

La cipolla (Allium cepa) appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Il bulbo, la parte commestibile, è costituito dall’ingrossamento della parte basale delle foglie che si ispessiscono, divengono carnose, bianche o leggermente colorate di rosso o violetto. Le varietà di cipolla si differenziano sia per l’aspetto esteriore, sia per l’utilizzo.

Una delle differenze più importanti è il periodo di raccolta: si distinguono infatti cipolle primaverili-estive ed autunno-invernali. Le cipolle primaverili sono in genere bianche e si consumano preferibilmente fresche. Vanno seminate in estate, trapiantate in autunno e raccolte la primavera successiva. In commercio troviamo i bulbi di cipolla che ci permettono di “saltare” la fase di semina e sono pronti per il trapianto. Le cipolle invernali vanno seminate in terra tra i primi di febbraio e la fine di marzo, mentre sotto tunnel si può anticipare di un paio di mesi la semina. Se utilizziamo i bulbi già sviluppati li mettiamo a dimora all’inizio della primavera ed effttuiamo la raccolta nei mesi estivi. I migliori risultati produttivi si ottengono con una rotazione colturale alternandola con radicchio, insalate o carota.

La cipolla, pur non presentando particolari esigenze nutritive, richiede comunque una buona fertilità del terreno. La concimazione dev’essere esclusivamente minerale in quanto quella organica, in genere a base di letame bovino, può pregiudicare la conservazione dei bulbi e favorire l’attacco di funghi. La cipolla necessita di azoto soprattutto nel periodo che va dalla germinazione alla bulbificazione, mentre ha un particolare fabbisogno di fosforo e potassio nei 20 giorni che precedono la raccolta; apporti azotati tardivi possono avere ripercussioni negative sulla conservabilità del prodotto.

A causa dell’apparato radicale molto superficiale, la cipolla è piuttosto sensibile agli stress idrici, pertanto occorre intervenire con frequenti irrigazioni, ma di limitata entità. Gli interventi irrigui, di norma, dovrebbero essere sospesi 25-30 giorni prima della raccolta.

La cipolla è pronta per essere raccolta quando le foglie si presentano appassite, ingiallite e curvate verso terra per la perdita di turgidità. È bene che i bulbi vengano lasciati sul terreno fino alla completa essiccazione delle radici e della parte aerea e raccolte ad essiccazione avvenuta.

Non tutte le varietà si prestano alla conservazione; in genere le migliori sono quelle tardive.

La cipolla è una specie che, per forma della pianta e portamento dell’apparato fogliare, non entra in concorrenza con le infestanti presenti sul terreno durante tutto il ciclo colturale. Tra le avversità non parassitarie sono causa di danni rilevanti le gelate tardive e le grandinate.

La cipolla può andare incontro alla prefioritura, cioè alla formazione dello scapo fiorale senza formare il bulbo, quando a un andamento climatico normale seguono abbassamenti termici a 10-12°C seguiti da un rapido innalzamento della temperatura.

I tipi più comuni

Esistono numerose varietà di cipolla, diverse sia per forma che per colore; la differenza più importante consiste nell’epoca di raccolta. Il bulbo è di colore giallo paglierino per le varietà precoci e giallo dorato per quelle tardive.

Bulbo giallo
Ha forma rotondeggiante o globosa, presenta un sapore dolce nelle varietà precoci e pungente in quelle tardive. L’epoca di raccolta comincia dal mese di maggio fino ad arrivare al mese di settembre.

Bulbo rosso
La superficie esterna del bulbo si presenta di colore rosso, mentre quella interna è costituita da tuniche di colore bianco rossastro. Il bulbo è di forma rotondeggiante, il sapore leggermente pungente. Si raccoglie nel periodo aprile-settembre.

Bulbo bianco
Ha forma rotondeggiante, di pezzatura medio-grossa e di sapore dolce. Si raccoglie a partire dal mese di aprile fino ad arrivare al mese di agosto.

Cipolla rossa di Tropea
Ingrediente della cucina mediterranea, è ottima con le insalate estive di pomodori freschi, olive e origano o per la crostata di cipolle, piatto caratteristico della zona di Tropea.
Ricca di glucosio, potassio e sodio, ma con pochi grassi, la “Rossa” di Tropea viene anche tradizionalmente utilizzata come coadiuvante nelle infezioni intestinali.
La cipolla di Tropea è quasi incomparabile rispetto ad altre tipologie di cipolle in commercio anche per il contenuto di caroteni.

 

Bulbilli a dimora

Acquistiamo i bulbilli di cipolla già sviluppati in serra. Prepariamo solchetti profondi una decina di centimetri e, utilizzando un trapiantatore, inseriami bulbilli nel terreno fino al colletto. Tra una pianta e l’altra lasciamo una trentina di cm e tra le file 35-40 cm.

Spianiamo e regolarizziamo il terreno con il rastrello.

Dopo la messa a dimora irrighiamo il solco. In seguito bagniamo con frequenza, ma senza abbondare nel quantitativo d’acqua.

In poche settimane la cipolla cresce rigogliosamente.

 

La raccolta

Quando la cipolla è matura ripieghiamo la parte aerea e lasciamola seccare.

 

La cipolla si raccoglie conficcando la forca nel terreno e sollevando la zolla che contiene il bulbo.
Dopo la raccolta facciamo asciugare le cipolle raccogliendole in trecce o posandole su graticci.

Guida alla coltivazione della cipolla ultima modifica: 2018-10-16T15:57:06+00:00 da Laila de Carolis

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