Miscelati, calibrati, universali o specifici: a ciascuna pianta il suo terreno

È anche troppo facile dire, con una battuta, che un buon terriccio è la “base” per un’efficace coltivazione: infatti proprio di base, cioè di radici, si tratta. Tutti abbiamo sperimentato, a volte, la difficoltà nel far crescere e mantenere sane piante in vaso, da appartamento e da balcone, ma anche in fioriere e aiuole

A volte, con tutte le attenzioni possibili, potature, concimazioni, annaffiature, esposizione al sole o all’ombra e così via, non riusciamo a ottenere i risultati sperati, e magari ci accorgiamo che, a parità di cure, una pianta sta bene e l’altra no: ebbene, ricordiamoci sempre che partire da un terriccio specifico e non da un terriccio universale ci dà senz’altro una mano. E in commercio esiste l’imbarazzo della scelta.

Più che mai importante selezionare con cura il terriccio utile per le piante che vogliamo accogliere nel nostro giardino.

Di solito le piante prediligono terreni misti, capaci di far respirare le radici, quindi non troppo argillosi, e anche di trattenere un po’ d’acqua, perciò non eccessivamente calcarei o sabbiosi. Inoltre, se la maggior parte delle piante richiede un pH, cioè un grado di acidità/basicità del terreno, vicino alla neutralità, ne esistono alcune, come le ortensie o le azalee, che preferiscono un ambiente più acido.

Una buona partenza sono le torbe selezionate e miscelate: danno la giusta ritenzione idrica e fungono anche parzialmente da concime. Alcune miscele specifiche hanno pH adeguato alle acidofile. In qualche caso si miscelano con argilla, che cede calcio, o con scaglie di tronco d’albero per aumentarne la porosità; si addizionano con concimi a lenta cessione per renderle fertili, o con sabbia dove nuocerebbe la formazione di crosta superficiale, come ad esempio per le cactacee.

Terriccio per giardino

Esistono in commercio svariati tipi di terriccio, ma i più “classici” sono tre:

  • Terriccio completo adatto a tutte le piante: è  ottenuto per miscelazione di varie torbe, zeoliti, pomice.
  • Terriccio per fioriere: grazie alla pomice presenta una buona stabilità strutturale, resistendo a compressione e compattamento.
  • Terriccio universale con torbe e humus di corteccia: ideale per piante da orto, da frutto ed ornamentali, tranne acidofile.

Le materie prime

  1. Fondamentale è la torba, prodotto della decomposizione di vegetali in ambiente paludoso, che si selezionano e miscelano per provenienza, caratteristiche, granulometria.
  2. Si parla di torba nera, bionda, irlandese, del Baltico e così via.
  3. La pomice vulcanica, inerte e leggera, dà elevata porosità e stabilità strutturale.
  4. La lolla di riso, sterilizzata per bollitura, migliora aerazione e drenaggio, e non si decompone.
  5. Il lapillo, più pesante della pomice, resiste alla compressione.
  6. Grazie all’argilla montmorillonitica e alle sue capacità di scambio ionico e si migliorano le caratteristiche chimiche.

 

Schema rappresentante i vari tipi di terriccio descritti.

Un ottimo sostituto della pomice è anche il silicato, espanso a 2-4 mm e privo della frazione polverosa, che in miscela con la torba non ne riduce la macroporosità, favorendo aerazione e drenaggio

 Terricci dedicati

Attenzione ai casi particolari:  le piante grasse, pur all’apparenza robuste, sono in realtà sensibili al ristagno idrico e richiedono terriccio poroso e che non formi crosta superficiale, con pomice e silice ed elementi nutritivi a lenta cessione.

Le orchideiacee, crescendo su corteccia, devono avere radici arieggiate e umide, risultato che si ottiene con perlite, torba e corteccia di pino. In alcuni terricci universali si aggiungono particolari “fiocchi di respirazione”, materiali idrosensibili che favoriscono una giusta umidificazione e prevengono le muffe.

Terriccio | A ciascuna pianta il suo terreno ultima modifica: 2017-12-20T09:34:01+00:00 da Faidate Ingiardino

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