Il pappagallo è un uccello di origine tropicale, ormai vive in cattività anche nelle nostre case, dove porta allegria per la sua capacità di socializzare con l’uomo: ha però bisogno di cure particolari quanto a igiene e alimentazione

Il pappagallo vive in libertà nei paesi tropicali, cioè le fasce climatiche che sulla Terra sono localizzate a ridosso dell’equatore; attualmente alcune specie sono state introdotte in altri Paesi dal clima temperato, fra i quali troviamo anche l’Italia.
Nel mondo sono state riconosciute oltre 300 specie diverse, solo alcune sono da ritenersi domestiche e quindi maggiormente adeguate a vivere in una casa.

Sono oltre 300 le razze di pappagalli riconosciute. In questa foto: pappagalli calopsite, parrocchetti ondulati, pappagallo cenerino, inseparabili facciarosa, diamate mandarino, pappagallo ara.

Si tratta di uccelli appartenenti all’ordine delle Psittaciformes, che a sua volta viene suddiviso in tre famiglie fondamentali:

  • Psittacoidea, comprende più di 150 specie differenti. I  classici pappagalli parlanti: infatti in questo gruppo molti esemplari riescono a imitare la voce umana e un grande numero di suoni e rumori; molto simili sono i pappagalli della meno importante famiglia Psittaculidea.
  • Cacatuidea (cacatua), circa 20 specie, si distinguono per la presenza di un’evidente cresta sulla nuca;
  • Loridea, comprende circa 55 specie. Vivono nell’area prossima all’Oceano Pacifico e sono pappagalli colorati contraddistinti da tinte particolarmente brillanti e appariscenti.
    In generale, i tratti distintivi di questi animali sono la presenza di un becco ricurvo in grado di esercitare una notevole pressione e di zampe particolarmente forti che consentono la postura eretta che
    li contraddistingue.

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Il pappagallo ha zampe artigliate dette zigodattili: ognuna è caratterizzata da 4 dita, delle quali due sono rivolte verso l’avanti e due sono girate nel senso opposto.
Molte specie di pappagalli sono importate anche in Europa da almeno 5 secoli, dove hanno trovato un habitat adeguato alla sopravvivenza. Un esempio è il parrocchetto dal collare indiano che si è stabilito in diverse metropoli e alcune città italiane, come Genova, Palermo e Milano.
Con i loro vivacissimi colori e la capacità di “parlare” sono piacevoli animali da compagnia.

pappagalli Ara militaris

Pappagalli Ara militaris

pappagallo amazzone

Pappagalli amazzoni. Sono animali bellissimi e colorati la cui origine è probabilmente il Sudamerica; generalmente di colore verde, tendono a interagire con l’uomo instaurando un rapporto di amicizia solido e duraturo.
Il pappgallo amazzone è una specie particolarmente vivace; gli esemplari che ne fanno parte non gradiscono essere lasciati soli e in tal caso hanno la tendenza a sistemare la propria gabbia tenendo ordinato l’ambiente in cui vivono.

Pappagalli domestici: le specie più diffuse

Le specie di pappagallo che hanno una maggior diffusione sono quelle abituate a vivere in cattività, cioè in un ambiente domestico; fra di esse includiamo i Parrocchetti, che a loro volta si distinguono in numerose sottospecie, il Pappagallo Cenerino e i pappagalli Inseparabili.
I Parrocchetti sono molto socievoli, in quanto abituati a vivere in gruppo; sono contraddistinti da un collare e sfoggiano colori bellissimi.
I pappagalli Cenerini sono molto espansivi e instaurano con il padrone un rapporto particolarmente forte; tendono a imparare l’educazione e con essa anche numerose parole.
Gli Inseparabili, come si evince dal nome stesso, vivono in coppia e presentano colori sfumati, ma allo stesso tempo brillanti.

Gli Inseparabili

Gli Inseparabili (pappagallini del genere Agapornis) sono soliti vivere sempre insieme; chiamati a simboleggiare l’amore per la loro abitudine di stare costantamente in coppia, sono animali molto dolci e legati al proprio padrone.

Pappagallo cenerino

Pappagallo cenerino. Prende il nome dal colore del suo piumaggio, di un grigio che è tipico della cenere; si tratta di un pappagallo che parla e che tende ad affezionarsi molto al padrone. Necessita di costante dedizione.

Psittacula eupatria

Psittacula eupatria, chiamati anche pappagalli alessandrini. È un pappagallo parlante dal bel becco rosso.

 

Pappagalli Parrocchetti

I pappagalli parrocchetti sono pappagalli piccoli e si suddividono in numerose sottospecie, di seguito le più diffuse.

Parrocchetto ondulato

Parrocchetto ondulato

Parrocchetto ondulato (Melopsittacus undulatus)

Comunemente conosciuto anche come pappagallo melodioso (conosciuti anche come pappagalli cocorite), tiene una buona compagnia in quanto parecchio loquace. Misura tra i 15 e 20 centimetri e può essere di molti colori differenti, anche se i più diffusi sono pappagalli verdi.

Parrocchetto del Pacifico

Parrocchetto del Pacifico

Parrocchetto del Pacifico (Forpus coelestis): piccoli pappagalli azzurri o verdi

Si tratta di una specie un poco più piccola e misura mediamente fra i 10 e i 13 centimetri. È un uccello parecchio indisciplinato e tende a essere particolarmente aggressivo nei confronti degli altri uccelli. Possono diventare molto affettuosi se educati con competenza.

Parrocchetto del collare

Parrocchetto dal collare

Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri)

È un esemplare decisamente più grande e misura circa 40 centimetri; questa specie è caratterizzata da dimorfismo sessuale, cioè il maschio differisce completamente dalla femmina a tal punto da sembrare un uccello diverso.
Il maschio è riconoscibile da un collarino rosa sul capo e da una striscia nera che va dal collo al becco; la femmina non presenta il collare e sfoggia colori meno vivaci;

Parrocchetto monaco

Parrocchetto monaco

Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus)

Misura tra i 28 e i 30 centimetri ed è un animale molto attivo e vivace; ha bisogno di vivere in ambienti grandi in quanto ama giocare e stare in compagnia, a tal punto che se sente di essere abbandonato manifesta il suo stato di malessere con azioni autolesioniste.

Come curare un pappagallo

Come tutti gli animali, anche il pappagallo necessita di visite veterinarie e di un padrone che se ne prenda cura; chiunque ne possiede uno deve pertanto attenersi a qualche regola per consentire al volatile di essere sempre in perfetta forma.
Considerato che un pappagallo nella gran parte dei casi deve essere acquistato, è preferibile rivolgersi ad allevatori esperti e certificati, che abbiano provveduto al rispetto delle normative igienico-sanitarie; i pappagalli hanno la necessità di stare in un ambiente pulito e spazioso (Per approfondimenti: Associazione italiana allevatori).
Anche in negozio questi uccelli hanno bisogno del loro trespolo e non devono stare ammassati. Osservando in maniera anche fugace questi aspetti è possibile farsi un’idea delle reali condizioni dei volatili e dei rischi relativi alla loro condizione di salute.
Sia dopo l’acquisto sia nel corso della sua esistenza, è fondamentale sottoporre il pappagallo a periodiche visite veterinarie; in tal modo è possibile verificare la presenza di pericolosi batteri che possono essere trasmessi anche all’uomo.

Nell’acquisto della gabbia si deve propendere per l’acciaio inox, evitando prodotti in ottone o zinco che sono stati dichiarati tossici per i pappagalli, così come è opportuno evitare di dotarsi di gabbie con le barre verticali, che potrebbero causare infortuni dovuti all’incastrarsi della testa fra le stesse.
Per questioni igieniche è doveroso foderare la gabbia con carta assorbente e prevedere all’interno di essa la presenza di una ciotolina per il cibo e di un dosatore d’acqua; se possibile è meglio provvedere all’installazione di un trespolo e all’inserimento di giochi.


Vanno poi tenuti in considerazione ulteriori accorgimenti, come quello di non mettere vicino alla finestra il pappagallo, che potrebbe sentire la necessità di volare via, o peggio ancora ferirsi picchiando contro il vetro; prestare attenzione anche all’eventuale presenza in casa di altri animali domestici dall’istinto predatorio.

Cosa mangia un pappagallo

In natura i pappagalli si differenziano anche nell’alimentazione; esistono esemplari erbivori che si nutrono di noci, fiori e bacche come è possibile osservare pappagalli insettivori e onnivori.
Il loro robusto becco è la prova che la maggior parte di questi volatili si nutre principalmente di noci e bacche dal guscio duro, che necessitano quindi dell’utilizzo di una certa forza per raggiungere il frutto commestibile al loro interno.
In alcune aree del mondo come in Nuova Zelanda, il Kea, pappagallo originario di queste zone, attacca altri uccelli a scopo predatorio e talvolta trova nutrimento beccando la schiena dei cavalli e delle pecore al fine di estrarre il grasso sottocutaneo.
Ovviamente quando si intende adottare un pappagallo in casa propria, anche l’alimentazione diventa tutta un’altra cosa. Come la maggior parte degli animali domestici, questi volatili devono seguire un’apposita dieta, dovuta principalmente alla sedentarietà della vita fra le mura domestiche.
Gli alimenti indicati per i pappagalli sono i seguenti:

frutta: questi uccelli possono assumere gran parte della frutta tropicale, come mango, papaya e kiwi; possono gradire anche altri frutti particolarmente succosi come pesche, mandarini
e frutti di bosco.
Nonostante i pappagalli nelle foreste preferiscano la frutta secca, è meglio che in casa ne mangino davvero poca, ogni tanto come premio per aver imparato qualcosa o per essere indotti a comportarsi in un certo modo, proprio come accade con il cane. La ragione di questa scelta deve basarsi sull’eccessivo contenuto di grassi che contraddistingue la frutta secca;

verdura: le carote, i cavoli e le bietole sono solo un esempio delle verdure che possono mangiare i pappagalli. Questi uccelli gradiscono anche peperoni, patate e cetrioli.
Oltre ai cibi grassi è bene evitare la somministrazione di alimenti salati e ogni genere di derivato del latte, a causa di una generale intolleranza degli uccelli per il lattosio.

Eclectus roratus

Una coppia di pappagalli ecletti Eclectus roratus. A differenza delle altre razze di pappagallo, nel pappagallo eclettico la femmina è quella che ha i colori più sgargianti (rosso e blu), mentre il maschio è di colore verde.

Cibi tossici e pericolosi per la salute del pappagallo

Tra gli alimenti assolutamente da evitare rientra senza dubbio l’avocado; già tossico per altre specie animali fra le quali il cane, questo frutto provoca una grave insufficienza cardiaca e può causare la morte. La responsabile di tutto questo è la persina, un acido grasso contenuto nella pianta.
Anche il caffè non può essere dato al pappagallo e di conseguenza anche il cioccolato, che contiene caffeina; questi alimenti sono eccitanti e accelerano la frequenza cardiaca.
Attenzione poi a tutti i noccioli della frutta, da quello delle pesche ai più piccini, come i semi delle mele; contengono cianuro in dose tale da indurre il blocco cardiaco.
Un altro alimento davvero insidioso è lo xilitolo; questa sostanza è contenuta nei dentifrici di uso comune, ma soprattutto nei chewing-gum. Dimenticare le gomme da masticare sopra un tavolo può essere letale per gran parte degli animali domestici, compresi i pappagalli.

Curiostià: Portobello il pappagallo

Bisogna tornare indietro di 40 anni per rivivere l’avvio di una trasmissione televisiva come “Portobello”, ideata e condotta da Enzo Tortora, che conobbe molti anni di successo straordinario: l’idea era quella di mettere in comunicazione tra loro chi vendeva, comprava, cercava qualcosa o qualcuno.
La trasmissione viene riproposta in questo autunno 2018 con la conduzione di Antonella Clerici con l’impegno a dare spazio alla gente comune, alle loro invenzioni e alle loro richieste. C’è ovviamente il pappagallo, una femmina che si chiama Enrica,
ha 20 anni, ed è accompagnata da un veterinario e dalla sua personal trainer. Il programma è partito con qualche polemica sugli ascolti e da parte delle associazioni animaliste, che accusano il programma di «usare» il pappagallo davanti alle telecamere.

Il pappagallo presente nella trasmissione è un pappagallo amazzone, uno dei più diffusi pappagalli che parlano.

pappagallo clerici

 

 

Pappagallo | Pappagalli che parlano, colorati e intelligenti ultima modifica: 2018-11-28T12:50:02+00:00 da Laila de Carolis

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