Il pelargonium (o geranio) è il re dei balconi italiani; conquista terrazzi e giardini con la sua spettacolare bellezza che mette in mostra sfruttando varietà molto diverse e tutte facili da coltivare

Prima di tutto facciamo chiarezza sul nome. Quelli che usualmente chiamiamo gerani sono invece pelargoni. L’equivoco ha origini antiche ed è di due illustri botanici dei secoli scorsi, Linneo ed Heritier, che hanno catalogato e poi corretto la classificazione di queste piante.

In realtà si tratta di due generi diversi, Pelargonium e Geranium, entrambi appartenenti alla famiglia delle Geraniacee. Di questi due generi, il più diffuso e conosciuto che si trova su tutti i balconi, terrazzi e nei cortili è il genere Pelargonium, che però tutti chiamiamo geranio.


gerani

Il genere Geranium, costituito da piantine erbacee solitamente annuali o biennali, presenti anche nella flora spontanea europea, ha avuto scarso successo e diffusione come pianta coltivata. Detto ciò noi, pur parlando sempre di Pelargonium, useremo liberamente la definizione “geranio”.

Perfetto nelle fioriere e nei vasi posti sui terrazzi, ma anche nei cesti pensili, è la pianta per eccellenza con cui abbellire la facciata della casa.

Introdotto in Europa verso la fine del ’700, è originario dell’Africa del Sud; è un fiore che si coltiva con facilità, in quanto non necessita di cure particolari regalandoci ricche fioriture per tutta l’estate e, in alcune specie, anche oltre. Possiamo scegliere tra molteplici varietà e diversi colori che vanno dal rosso intenso al rosa pallido, dal classico lilla ai colori screziati. Si tratta comunque di una specie a fioritura primaverile e il momento migliore per la messa a dimora delle giovani piante è l’inizio della primavera.

geranio

Per quel che riguarda i consigli per la coltura bisogna innanzitutto distinguere tra la coltivazione in vaso e la coltivazione in piena terra. Quest’ultima ha il “difetto” di escludere quasi del tutto il ricovero veloce delle piante in occasione dei cambi di stagione o in previsione di gelate.

Per l’invasatura si sceglie un vaso piuttosto capiente (ø 25-30 cm) dotato di aperture sul fondo in cui va predisposto uno strato di argilla espansa alto almeno 5 cm. Questo piccolo accorgimento favorirà il drenaggio ed eviterà marciumi che potrebbero danneggiare le radici.

Però, se le caratteristiche del terreno lo consentono, è assolutamente consigliabile piantare in terra. I gerani che crescono nel terreno diventano più “autonomi”, soffrono meno degli stress termici o idrici, sopportano meglio gli attacchi dei parassiti e, soprattutto, acquistano portamento e dimensioni imponenti.

Non tutte le varietà si adattano ad essere coltivate in piena terra: sono indicati per questa coltura molti gerani odorosi, botanici, unique e macranta.

Coltivazione

Temperatura

Gradisce temperature miti (intorno ai 20-25°C), però resiste anche a temperature più alte o più basse, se queste non arrivano improvvisamente. Se la temperatura può scendere molto sotto lo zero i gerani in vaso vanno posti a ricovero.

Esposizione

Dipende dalla zona climatica: in generale preferisce un’esposizione soleggiata, ma al Sud bisognerebbe evitare la collocazione sotto il sole cocente.

Annaffiature

Non abbondanti, ma quotidiane d’estate; una volta ogni 2-3 giorni nella mezza stagione, una volta al mese quando è freddo. Usare acqua poco calcarea ed evitare accuratamente i ristagni, molto pericolosi per la pianta. Non vanno bagnati foglie e fiori per non provocare malattie fungine.

Terreno

Sciolto e ben drenato. In commercio si trovano terricci “per gerani” a base quasi esclusivamente di torba. Bisogna preferire i terricci in cui vi sia in abbondanza una componente che faciliti il drenaggio, come argilla espansa o pomice.

Cure

Si possono usare i concimi per geranio evitando di concimare in periodi troppo freddi o troppo caldi. Le dosi non vanno mai aumentate, semmai può convenire ridurle ed aumentare un poco la frequenza delle concimazioni.

Potature

Si eliminano i rami più vecchi e lignificati, in corrispondenza di un nodo, dalla base o solo ad una certa altezza, per favorire lo spuntare e la crescita di nuovi getti. Al Sud si fa in inverno, in altre regioni conviene farla ben prima che venga il freddo o, meglio, alla fine dell’inverno.

Da un anno all’altro

A fine inverno, quando si sono sviluppati i nuovi germogli, svasiamo i gerani aiutandoci nell’operazione con un coltello, senza danneggiare le radici.

Rompiamo con le mani il pane di terra che avvolge le radici. Con un paio di forbici da potatura asportiamo parte di queste avvolte a matassa.

Trasferiamo il geranio in un nuovo vaso con uno strato di argilla espansa o sassolini per il drenaggio. Riempiamo circa metà vaso con terriccio.

Dopo aver collocato la pianta colmiamo con altro terriccio pressando con le dita. Quindi innaffiamo abbondantemente con acqua non fredda.

Tipi diversi

Gli zonali hanno sulle foglie una macchia nero-verdastra che divide la lamina fogliare in tre zone (da qui il nome di zonale). La fioritura è pressoché continua tutto l’anno nelle regioni a clima mite, mentre in quelle più fredde le piante vanno messe a riparo.

I gerani a grandi fiori (imperiali) sono meno rustici rispetto agli zonali, pertanto la coltivazione va effettuata in vaso. I fiori sono semplici, grandi e caratterizzati da macchie scure poste alla base dei petali; la fioritura avviene da maggio fino ad agosto (non sono rifiorenti).

I gerani edera hanno fusto prostrato, ramificato e sono adatti a ricoprire muri in pieno sole, formare spalliere o essere collocati in vasi per arredo di balconi e terrazzi. I fiori possono essere semplici, doppi e semidoppi; in inverno devono essere posti al riparo.

I mini edera o parigini hanno fiori piccoli e presentano le stesse caratteristiche dei precedenti.

Sono numerose le varietà di gerani odorosi e profumati come il Pelargonium citrosa dal profumo di limone.

Il Copthorne dall’aroma millefiori.

Riprodurli per talea

I pelargoni sono facilmente riproducibili per talea.

Si preleva un rametto della stagione precedente, lungo 5-10 cm.

Si eliminano eventuali boccioli e foglie basali, lasciando 2-3 foglie apicali, per evitare la disidratazione della talea.

Si prepara una miscela di terriccio per gerani e sabbia di fiume con cui si riempie un vasetto.

Si inserisce la talea nel terriccio anche senza cospargerla della polvere radicante. Il terriccio va inumidito ed il vaso va posto in una zona luminosa e tiepida (almeno 15-18 gradi). Il terriccio va mantenuto un poco umido.

Pelargonium, il vero nome del geranio | Caratteristiche e coltivazione ultima modifica: 2019-05-24T10:49:10+02:00 da Faidate Ingiardino

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