Gli ortaggi da terra ci fanno piegare la schiena più degli altri per coltivarli e raccoglierli, ma quando sono in tavola premiano alla grande il nostro impegno: ecco dodici esempi!

Degli ortaggi consumiamo a volte le foglie, a volte i frutti, altre il fusto o la radice. Spesso la parte commestibile si trova ben fuori terra (pomodori, peperoni, fagioli…) altre a contatto con la terra (bietole, sedani, insalate…) altre ancora del tutto immerse nel terreno (patate, carote, cipolle, aglio, ecc.). Sembrerebbe che di questi ultimi, in pratica, si consumi la radice, ma non è sempre vero: la carota è una radice, ma la patata no, è un fusto sotterraneo trasformato in organo di riserva (tubero). Gli ortaggi da terra sono tra i più importanti per le loro qualità alimentari e l’importanza che assumono nella dieta e nella cucina.

Aglio

Il terreno deve essere ben lavorato prima dell’inverno, sciolto e non umido. Possibilmente in posizione soleggiata e ben concimato.

Si pianta in ottobre-novembre oppure in primavera se la zona è particolarmente fredda e umida. Piantare gli spicchi (bulbilli) a 6-8 cm di distanza uno dall’altro interrandoli a 10-12 cm di profondità. Tra le file lasciare circa 25-30 cm. Dopo la semina concimare con fosforo e potassio e non annaffiare se non in caso di forte siccità. Tenere ben diserbata la terra tra i filari con alcune zappature.

Asportare immediatamente le piante che mostrano segni di parassiti o malattie diverse. La raccolta avviene in giugno-luglio, quando la chioma si presenta perfettamente secca. Intrecciare le chiome ed appendere l’aglio in un luogo asciutto e ventilato.

La raccolta dell’aglio avviene a giugno-luglio quando le foglie sono completamente seccate. I bulbi vanno tolti con cura evitando di strapparli. Dopo l’estrazione si fanno seccare bene le teste quindi si conservano appese, intrecciando le foglie, in locali freschi e ventilati.

Cipolla

Il terreno deve essere poco profondo, leggero e non umido. Esige una posizione soleggiata.

Le cipolle possono essere coltivate tutto l’anno e la semina si effettua da febbraio a settembre. Le cipolle invernali (di varietà tardiva) si seminano da gennaio a marzo, a dimora oppure in semenzaio per poi trapiantarle. Per una coltivazione più facile è conveniente acquistare i bulbi di cipolla da semina; si possono seminare da febbraio ad aprile collocandoli in file lungo solchetti poco profondi in modo che la punta del bulbo rimanga fuori terra; poi si bagna abbondantemente.

Durante la crescita le irrigazioni devono essere molto rade e cessare prima della raccolta. Eliminare le erbe infestanti e sarchiare spesso il terreno per impedire la formazione della “crosta”.

La raccolta si effettua quando ingialliscono. Eventualmente torcere il fusto lasciandolo seccare per bene. Estrarre i bulbi a mano e tenerli in luogo asciutto e coperto; quando le foglie sono secche riporre le cipolle in cassette o formare trecce da appendere. Per un buon sviluppo della coltura diradare le piantine in fasi successive, distanziandole di 10-15 cm.

Quando le foglie iniziano a ingiallire, piegarle e lasciare le cipolle nel terreno per qualche giorno in modo che tale processo si completi. Estrarre le cipolle aiutandosi con un forcone e porle al riparo in modo che completino l’asciugatura.

Porro

Il terreno deve essere fertile e ben drenato. Tollera anche terreni leggermente acidi o alcalini, ma non ama quelli pesanti che durante l’inverno rimangono saturi d’acqua.

Seminare rado in solchi profondi 1-1,5 cm e distanti 15 cm. I porri si trapiantano tra la fine di maggio e tutto giugno quando sono grossi come una matita e alti 15-20 cm. I porri seminati a giugno e trapiantati a luglio vengono raccolti la primavera seguente. Mantenere tra le file una distanza di 30 cm. Dopo il trapianto nella buca, irrigare bene per rassodare il terreno intorno alle radici.

Le varietà precoci sono pronte prima di Natale, mentre le altre maturano a metà inverno o in primavera. Raccoglierli con una forca. I porri si mantengono bene fino a maggio.

Del porro si consuma la base ingrossata del fusto impropriamente detta bulbo. è facile da coltivare purché venga seminato presto in modo che la sua stagione di crescita sia lunga.

Patata

Il terreno deve essere leggero, ben dissodato, ricco di sostanze organiche. Abbondantemente concimato.

In autunno lavorare bene il terreno concimando con letame o altro concime organico. L’epoca di semina varia a seconda delle qualità di patata e della zona. Nei climi caldi si inizia a piantare a fine gennaio, mentre nei climi freddi si aspetta la metà di marzo. I tuberi, prima di essere piantati, si fanno germogliare in luogo ben luminoso ed aerato, ma non alla luce diretta del sole.

La semina avviene piantando i tuberi in piena terra in solchi profondi 15 cm a intervalli di 70 cm (40 per le varietà precoci, a distanza di 30 cm).

Quando emergono i primi germogli, ricoprire di terra e rincalzare. Questa operazione va ripetuta altre volte fino a quando le foglie non si sono sviluppate e hanno ricoperto il solco. Le patate richiedono poche innaffiature. Attenzione alla dorifora: un insetto infestante che produce grossi danni, in quanto è in grado di distruggere un’intera piantagione. La si combatte con preparati specifici e con la rotazione delle coltivazioni.

La raccolta avviene dopo 3-4 mesi dalla fioritura delle piante, lasciandole sul terreno all’aperto per uno o due giorni affinché si asciughino e induriscano la buccia.

Carota

Il terreno deve essere fresco e fertile, profondo e ben drenato. Richiede terreni soleggiati. Coltivazione La semina si effettua a fine gennaio, se il terreno non è gelato, o ad agosto su file distanti 20-30 cm. Nelle zone calde certe varietà si seminano anche a settembre. Dopo la semina bisogna mantenere il terreno umido, senza eccessi, per favorire la germinazione.

Ricorrere ogni tanto alla sarchiatura per arieggiare e rompere la crosta del terreno. Limitare la presenza di erbe infestanti.

Quando le piantine sono alte 3 cm diradarle, lasciandone 6-8 sulla fila. Innaffiare frequentemente aggiungendo all’acqua un po’ di nitrato di sodio. La raccolta si effettua principalmente ai primi di ottobre, quelle precoci a primavera, estirpando le radici o scavando il terreno con una paletta.

Ravanello

Il terreno deve essere moderatamente ricco e ben drenato, ma non letamato di fresco. Il terreno deve avere una buona capacità di ritenzione dell’acqua.

Per le semine precoci e tardive è meglio scegliere una posizione aperta, mentre per le varietà seminate da giugno ad agosto è preferibile un terreno leggermente ombreggiato. In marzo può iniziare la semina all’aperto, senza protezioni, che continua fino ad agosto o settembre. Seminare rado, in solchi profondi 1,5-2 cm, distanti 10-15 cm; oppure seminare a spaglio sul terreno di semina già preparato e rastrellare leggermente per far penetrare i semi.

Quando spuntano le piantine diradare a 2-3 cm. Raccolta 1 ravanelli primaverili ed estivi si raccolgono quando le radici raggiungono il diametro di 2 cm e sono ben croccanti e sode. La raccolta si fa ogni 2-3 giorni estirpando le piante che hanno raggiunto le giuste dimensioni.

Rapa

Cresce bene in un terreno leggero, ben drenato, compatto e ricco di humus, che abbia una buona capacità di ritenzione dell’acqua.

Le rape comuni sono ortaggi a crescita molto rapida e in circa 8-12 settimane sono pronte per la raccolta e il consumo. La germinazione richiede pochi giorni, ma le piante non devono crescere in file troppo fitte. La semina si effettua a spaglio o su file distanti 20-40 cm in agosto-settembre.

Quando spuntano le prime foglie diradare le piantine distanziandole di 7 cm e dopo 2 settimane di circa 10-15 cm. Non vanno troppo distanziate altrimenti diventano grosse e dure.

Perché risultino più tenere, le rape si raccolgono prima della loro completa crescita (tra i 5 e 10 cm di diametro). Aiutandosi con un forcone o con le mani si asportano le rape tirandole per le foglie. Si conservano in luogo fresco e riparato, ma non troppo ventilato altrimenti appassiscono facilmente.

Sedano rapa

Pianta con ciclo biennale, della famiglia delle ombrellifere, dotata di una radice a rizoma che presenta la parte iniziale molto ingrossata, al punto da formare un globo compatto di circa 15-20 cm di diametro. La parte commestibile è costituita dalla radice che ha un gusto molto simile a quello delle coste del sedano. Il terreno deve essere di medio impasto, abbastanza sabbioso per permettere un miglior sviluppo della parte radicale, con una buona presenza di sostanza organica.

È buona norma seminare in semenzaio, nel periodo gennaio-febbraio, in luoghi riparati e riscaldati. Quando le piantine avranno raggiunto i 10-15 cm d’altezza, a maggio-giugno, si trapiantano in piena terra ad una distanza di 25-35 cm sulla fila e 60-80 tra le file.

Dopo il trapianto la piantina necessita di una concimazione di base con concime ad alto titolo di fosforo e potassio e di annaffiature abbondanti. Il tempo di maturazione totale può prolungarsi fino a 110-150 giorni. Raccolta Inizia dalla metà di agosto e si protrae fino alle prime gelate.

Barbabietola

Vuole un terreno sciolto e leggermente sabbioso per la varietà cruenta, più profondo e di medio impasto quello per la varietà cicla, entrambi però abbastanza ricchi di sostanza organica. Il pH è tendenzialmente neutro per la prima e può essere leggermente acido per la seconda, che comunque si adatta bene anche ad altre situazioni.

A dimora all’aperto, si va da marzo a luglio per le varietà precoci della cruenta e settembre per le tardive, mentre la semina della cicla può essere prolungata anche al mese di agosto. La distanza tra le file dev’essere dai 30 ai 50 cm e la profondità di semina è di un centimetro per la prima e di tre per la seconda.

In semenzaio viene anticipata la semina per entrambe a febbraio, ma di solito non viene molto praticata. La raccolta si effettua dopo 70-150 giorni dalla semina secondo la precocità della varietà utilizzata. Per un consumo immediato si possono raccogliere le radici a qualsiasi stadio di crescita. Per la conservazione la raccolta inizia a completo sviluppo e quando le foglie iniziano ad appassire. La radice della barbabietola rossa è ricca di sali minerali.

Topinambur

Tollera vari tipi di terreno, ma non quelli con cattivo drenaggio o molto acidi. Scegliere tuberi piuttosto grossi e piantarli tra febbraio e marzo. Mettere i topinambur a dimora a intervalli di 30 cm in solchi profondi 15 cm, distanti 90 cm. Durante i periodi siccitosi annaffiare con abbondanza, altrimenti i tuberi non si sviluppano completamente.

Rincalzare il terreno alla base dei topinambur, come si fa con le patate, all’inizio dell’estate per evitare che il vento smuova le radice e per stimolare la formazione dei tuberi vicino alla superficie.

Quando le foglie iniziano ad appassire (in genere verso ottobre) estrarli dal terreno con un forcone con cui poter far leva. I topinambur avvizziscono e diventano molli poco dopo essere stati dissotterrati; per questo è meglio lasciarli nel terreno proteggendoli con strati di paglia o materiali simili se il clima è molto freddo, ma è anche possibile porli in cassette piene di sabbia umida.

Rafano

Vuole un terreno fresco, fertile e profondo; per evitare una crescita incontrollata, si consiglia di piantare il rafano in un angolo dell’orto, altrimenti diventerebbe una pianta infestante. Si interrano, alla fine dell’autunno, i pezzi di radice delle piante raccolte alla fine dell’estate; la fioritura è scalare e va da giugno ad agosto. È molto difficile trovare il seme del rafano data la sua predisposizione alla sterilità ed è per questo che si propaga attraverso i suoi rizomi. Durante la stagione fredda, al rafano seccano le foglie, ma i rizomi sotto il terreno rimangono forti e vitali, pronti appena la temperatura lo permette a riprendere il loro vigore di crescita.

La raccolta si effettua a fine estate. I rizomi si possono mantenere freschi mettendoli sotto un sottile strato di sabbia o tenendoli in una cantina abbastanza fresca.

Scorzonera – Scorzabianca

Due nomi così simili inducono a pensare che si tratti della stessa pianta in due versioni diverse. In realtà sono due specie distinte: “Scorzonera hispanica” la scorzonera e “Tragopon porrifolius” la scorzobianca. Entrambe producono una radice simile, nella forma, alla cicoria da radice. Le due specie pur appartenendo alla stessa famiglia sono alquanto diverse e sono accomunate solo dal fatto di avere ambedue radici commestibili. Terreno La pianta preferisce suoli profondi soffici e freschi, senza pietre e senza letame.

Si semina in primavera da marzo a maggio, in file su terra perfettamente dissodata. I semi si pongono a 2-3 cm di distanza e poi si dirada a 10-15 cm, quando hanno 2 foglie. Tagliare i fusti floreali che si sviluppano.  La raccolta si effettua nel periodo tardo autunnale-invernale, dopo circa sette-otto mesi di coltivazione. Si raccolgono un po’ alla volta a seconda del bisogno, a colpi di vanga.

12 ortaggi… da terra! | Quali sono i migliori? ultima modifica: 2018-06-07T12:24:44+00:00 da Faidate Ingiardino

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