Nutriamo il terreno dell’orto con un compost realizzato secondo le regole dell’orto biodinamico

Parlare di compost non è mai semplice, occorrerebbe un libro di oltre 100 pagine per descrivere questo straordinario prodotto e forse anche un libro per descrivere tutti i compost fai da te che è possibile realizzare.

In questo articolo analizziamo le caratteristiche dell’orto biodinamico per poi soffermarci su come produrre un compost fai da te di qualità che soddisfi i criteri dell’agricoltura sostenibile (agricoltura biodinamica).

Cosa vuol dire orto biodinamico?

Mantenere ricco il suolo di sostanze nutritive senza ricorrere a forzature è possibile (la natura lo fa da sempre, ben prima che si sviluppasse l’agricoltura) ed è l’obiettivo che si pone il metodo “biointensivo o biodinamico”.

L’umidità del terreno aiuta i microorganismi a decomporre i resti di animali e vegetali e a trasformarli in nutrienti importanti che arricchiscono il suolo, promuovendo la vita e la crescita.

I vegetali del nostro orto hanno costantemente bisogno di nutrimento; il 96% lo ottengono da aria, acqua e sole (attraverso la fotosintesi). Se le piante non ottenessero anche il 4% mancante non crescerebbero adeguatamente e non riuscirebbero a produrre frutti sani.

Qui entriamo in scena noi, che provvediamo a fornire tale nutrimento.

I principi alla base del compostaggio

Un compost miscelato correttamente con la terra provvede alla sintesi di questi importanti nutrimenti mancanti, se il materiale introdotto li contiene.

Migliora la struttura del suolo rendendolo più semplice da lavorare, aumenta la capacità di trattenere l’umidità e l’aria e riduce la possibilità di erosione del terreno; inoltre permette ai semi di germinare più rapidamente.

II processo di decomposizione che sta alla base del compost va a generare una serie di organismi microscopici, batteri, funghi e altri più grandi come lombrichi e vermi. II bilanciamento delle condizioni ideali per gli organismi del terreno e ciò che differenzia un compost buono da uno non buono.

Infine permette di riciclare le sostanze disperse nell’orto, le foglie e gli scarti organici della cucina, trasformandoli in un alimento per la terra. Gli organismi all’interno del terreno trasformano il compost originale in una forma di materiale più stabile (humus).

I nutrimenti all’interno dell’humus sono facilmente assorbibili dalle piante attraverso un processo lento, naturale e continuo.

Cosa serve per produrre compost?

Aria

Necessaria alla sopravvivenza dei batteri, per questo il terreno deve contenere delle “bolle d’aria”, non eccessivamente, però, dal momento che l’eccesso è potenzialmente dannoso all’equilibrio.

Umidità

Gli organismi del suolo hanno bisogno di sufficiente acqua per mantenersi in vita. Attenzione a non correre il rischio di affogarli.

Calore

I microorganismi sono molto più attivi nei mesi caldi dell’anno rispetto a quelli freddi, in ogni caso è molto importante creare il compost in qualsiasi periodo dell’anno in cui i materiali sono disponibili indipendentemente dal periodo, consapevoli delle differenze di decomposizione nelle varie stagioni.

Come preparare un compost di alta qualità

Possiamo utilizzare una compostiera (ottima questa guida per realizzare una compostiera fai da te), in una compostiera ecologica (composter) acquistabile presso i centri bricolage o lavorare direttamente sul terreno: in questo caso dobbiamo immaginare qualcosa di simile agli strati di una lasagna (la pila del compost).

Cosa ci serve per realizzare un compost fai da te a terra?

pila del compost

La pila di compost, lavorando a terra, che dobbiamo realizzare, va preparata con tre categorie diverse di materiali:

  • Vegetali freschi: erba appena tagliata, scarti organici della cucina ecc. Volendo si può anche aggiungere una limitata quantità di ossa (attenzione a non lasciare residui di carne attaccata). Tutto il materiale fresco accumulato provvede a conferire al compost il prezioso azoto.
  • Vegetali secchi: erba, foglie, paglia, includendo alcuni materiali legnosi come rami potati, stoppia del mais battuto. II materiale provvede a fornire il carbonio organico.
  • Terra: per dare inizio al processo di decomposizione è necessario coprire anche con buona terra che va a conferire i microorganismi. La terra evita l’arrivo delle mosche e l’esalazione di cattivi odori, aiuta a trattenere l’umidità e permette alla pila di decomporsi più lentamente e in maniera più uniforme.

Come fare il compost a terra

  1. II primo passo è quello di smuovere la terra fino a una profondità circa di 30 cm. L’area di creazione della pila deve avere una dimensione non inferiore a 1 mq (1,20 -1,50 mq sarebbe ottimale se abbiamo disponibilità di spazio e di materiale), in modo tale da poter assicurare una decomposizione adeguata del materiale organico.La lavorazione preliminare della terra è necessaria affinché ci sia un giusto drenaggio e una giusta aerazione della massa. Lasciamo abbastanza spazio per poter mescolare la parte di compost parzialmente decomposta.
  2. Posizioniamo uno strato di circa 8 cm di materiale di dimensioni medio-grandi come rami, steli di mais o di girasole.
  3. Deponiamone diversi strati: uno di 5-20 cm di materiale secco; uno di 5-20 cm di materiale fresco; uno strato di terra sopra alla pila (circa mezzo secchio da 20 litri per una pila di 1 mq).
  4. Continuiamo così sommando gli strati fino a che la pila non abbia raggiunto 1 m di altezza.
  5. Copriamo la superficie del compost con un altro poco di terra per mantenere l’umidità; inoltre una copertura leggera di paglia sulla superficie superiore può proteggere la massa dalle piogge allontanando il rischio di rendere fangoso l’insieme.
  6. Bagniamo il compost, qualora risultasse necessario per mantenerlo umido. Ogni tanto controlliamo l’umidità presente al centro della pila di materiale.
  7. Rigiriamo il compost verso la sesta settimana dalla sua costituzione. Lo scopo di questa operazione è quello di riposizionare i materiali più asciutti e meno decomposti all’esterno e quelli meno asciutti all’interno. Un ottimo strumento da utilizzare è la forca da fieno. Se necessario bagniamo la pila per assicurare un’umidità uniforme.
  8. Lasciamo che l’insieme si decomponga e che “maturi“, per un periodo dai tre ai sei mesi.

Quando è pronto il compost per essere utilizzato?

II compost fai da te è pronto quando:

  1. Non si riescono a distinguere le differenti parti e gli strati
  2. Emana un odore fresco, tipo acqua di fonte
  3. II materiale del compost è di colore bruno scuro (caffè) e, al tatto, morbido e facile da sgretolare.

Nel caso non lo si debba utilizzare appena è pronto possiamo allargarlo sul terreno e lasciarlo seccare. Non lasciamo il compost troppo a lungo nella pila perché potrebbe perdere tutto il potenziale nutritivo. Il compost domestico

Quale è il periodo migliore per unire il compost al terreno?

II miglior periodo per unire il compost al terreno di coltivazione è la primavera, appena prima di trapiantare le piante lasciate crescere nel semenzaio.

Come regola generale è possibile spargere 1-2 cm sopra la superficie da coltivare. Equivalgono a circa 6 secchi da 20 litri per un terreno di 10 mq. In seguito bisognerà incorporarlo per i primi 5-10 cm di terra del letto di coltivazione. Ottimale sarebbe fare un’applicazione di compost ogni 4 mesi.

La compostiera a settori

compostiera a settori

È possibile realizzare una compostiera “aperta” delimitando una zona di terreno con pali e collegando questi con assi orizzontali, opportunamente distanziate.

Per produrre grandi quantità è utile prevedere più settori: il materiale già “maturo” per essere utilizzato può così rimanere nettamente separato da quello in fase di decomposizione.

Per saperne di più

Per avere maggiori informazioni sulla coltivazione biointensiva, la corretta conduzione di un orto sano e produttivo si consiglia la consultazione del libro “Coltivazione Biointensiva” di J. Jeavons e Karol Cox, Edizioni Villadiseriane- www.villadiseriane.it

Compost fai da te per l’orto biodinamico | Come realizzarlo ultima modifica: 2018-07-18T08:30:08+00:00 da Faidate Ingiardino

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