Il Cephalotus è tra le piante carnivore un piccolo capolavoro della natura, anche se si tratta di una pianta rara e di difficile coltivazione.

Il Cephalotus è una piccola pianta originaria dell’Australia, appartiene alla famiglia delle Cephalotaceae e al genere Cephalotus, unica rappresentante di questo genere.

Il Cephalotus non è di facile coltivazione e richiede cure ed attenzioni, ma naturalmente la sua crescita è in grado di regalare grandi soddisfazioni.

La pianta carnivora mantiene dimensioni molto contenute: in genere la grandezza varia dai cinque agli otto centimetri.

Il Cephalotus follicularis è forse l’unica pianta che produce sia foglie carnivore che foglie normali. Nelle piante giovani, le foglie non carnivore svolgono la funzione di fotosintesi e sopperiscono alla mancanza di ascidi attivi in alcuni periodi.

Cephalotus follicularis ascidi

Gli ascidi sono, nelle piante carnivore, foglie che si sono trasformate in modo da diventare trappole in grado di catturare e digerire piccoli insetti.

Solitamente sono foglie che si sono accartocciate fino a diventare una sorta di piccola sacca o imbuto con tre caratteristiche ben definite: un mezzo per attrarre le prede, un sistema per imprigionarle, impedendone la fuga, e un apparato ricco di succhi gastrici per digerire le vittime.

Nel Cephalotus, gli ascidi sono organi complessi a forma di sacca, provvisti di opercoli apicali con la capacità di chiudersi nelle ore più calde per impedire che i succhi digestivi possano evaporare.

Il bordo degli ascidi è scivoloso e non permette agli insetti o ai piccoli animali che vi si poggiano di fare presa con le zampe, così che essi siano costretti a scivolare all’interno. Le prede sono attirate dal polline e dagli ormoni prodotti dalle ghiandole posizionate sotto le lamelle scivolose e sotto l’opercolo apicale. La fuga è resa impossibile dalla struttura a imbuto dell’ascidio.

Una delle caratteristiche più interessanti del Ceph

alotus è quella di avere non soltanto foglie carnivore e foglie che non lo sono, ma anche la capacità degli ascidi di modificarsi per adattarsi alla struttura della pianta e alla natura del terreno.

 

 

Clima ed esposizione

Il Cephalotus vive sulle coste del Sud Ovest dell’Australia, ma alcune piante vegetano nelle zone più interne. Queste ultime si differenziano dagli esemplari costieri per la tipologia di radicamento.

Il clima della sua zona di origine si avvicina per molti versi al clima mediterraneo, con estati che toccano i 28 gradi ed inverni piuttosto rigidi ed umidi. Il Cephalotus resiste a temperature che si aggirano intorno allo zero.

La posizione soleggiata è gradita alla pianta, ma è meglio evitare il sole delle ore centrali della giornata nei mesi più caldi.

Le piante giovani possono essere tenute al riparo in un terrario per un inverno, in modo che possano svilupparsi meglio, ma questo trattamento non va ripetuto per più di una stagione.

Il Cephalotus ha bisogno di un certo periodo di riposo al freddo per crescere rigoglioso con la ripresa vegetativa in primavera.

Terreno ideale per il Cephalotus

Il substrato più idoneo è di metà torba e metà perlite. In natura il suolo dove prospera il Cephalotus è composto da sfagno, torba e sabbia, ma questa pianta non è particolarmente esigente riguardo alla natura del terreno. Quello che è importante è che il pH sia intorno al 4.5 e che ci siano le condizioni ottimali di drenaggio e umidità.

I Cephalotus che vivono lungo le coste dell’Australia hanno radici che si spingono per un paio di decine di centimetri nel suolo, mentre, spostandosi verso l’entroterra dove il substrato è meno ricco di sabbia, arrivano anche oltre i quaranta centimetri di profondità.

Se si garantiscono le condizioni ottimali di acidità e umidità, il Cephalotus può essere coltivato anche in solo puro sfagno o in sola pura torba.

Il pH non deve scendere sotto il valore del 4, o le radici soffriranno per l’eccessiva acidità.

Irrigazione

La migliore irrigazione per il Cephalotus si ottiene mettendo acqua nel sottovaso, quindi procedendo per innaffiatura dal fondo. Si dà un centimetro di acqua, si lascia prosciugare e solo dopo che questo è avvenuto si aggiunge altra acqua.

Brevi periodi con il substrato asciutto sono utili, di tanto in tanto, per permettere alle radici di assimilare nutrienti dal terreno.

L’osservazione degli ascidi del Cephalotus possono indicare se la pianta ha sete: questi, infatti, si chiudono quando manca l’apporto idrico o quando fa troppo caldo.

Non è consigliato bagnare dall’alto.

Concimazione

Il Cephalotus assume sostanze nutritive, oltre che dal terreno, dalla digestione delle prede. Si è notato che un aiuto in questo senso può portare ad avere piante più rigogliose e in salute. Nello specifico, le formiche sono una preda che fornisce alla pianta acido formico che, a sua volta, porta alla produzione di succhi digestivi più potenti ed efficaci.

Gli appassionati ed esperti di coltivazione di Cephalotus hanno notato che un calibrato e ben dosato apporto di latte è molto gradito alla pianta, che lo assorbe con facilità e ne ricava beneficio.

Fioritura

Il Cephalotus fiorisce, in natura, con piccoli fiori bianchi che si presentano da uno a cinque su piante con almeno tre anni di età, nella tarda primavera.

Nella coltivazione forzata la produzione di fiori, senza un adeguato apporto nutrizionale, tende a debilitare in modo consistente le piante.

Propagazione

La moltiplicazione del Cephalotus può avvenire per seme, per divisione oppure per talea di foglia, di ascidio o di radice.

La tecnica che prevede l’impiego dei semi è forse la più complessa. Bisogna innanzitutto impollinare il fiore con un piccolo pennellino, per far avvenire la produzione dei semi in autunno. Questi vanno tenuti alla temperatura di 2° per un paio di mesi, poggiati sul substrato e leggermente coperti da sfagno.

Si alza poi la temperatura a 20° e si mantiene sempre umido; a questo punto possono passare da due mesi ad un anno per avere la germinazione dei semi.

La propagazione per divisione si attua soprattutto quando la pianta è colpita da malattie fungine come l’iodio, oppure quando è molto rigogliosa ed espansa, per cui è opportuno separarla.

Per compiere questa operazione si recide una parte del rizoma principale e si rinvasa, trattandola con tutte le attenzioni che si riservano agli esemplari adulti.

Le talee di foglia, ascidio o radice portano in tempi relativamente brevi all’ottenimento di nuove piante. Si procede tagliando queste parti e ponendole in un substrato di sfagno o torba; le parti radicheranno in poco tempo e daranno vita a nuove piante nel giro di qualche mese.

Malattie

Il Cephalotus non è facilmente attaccato da parassiti, ma nel caso che questo avvenga può essere tratto con un prodotto specifico.

É opportuno, all’incirca una volta al mese, pulire con cura le piante eliminando, anche con l’aiuto di una pinzetta, foglioline e ascidi secchi, in modo da lasciare che l’insieme sia ben areato.

La combinazione di caldo eccessivo, umidità e ristagni può portare, in estate, alla comparsa di malattie fungine.

Oidio e botrite si combattono spruzzando la pianta con zolfo solubile, facendo attenzione ad irrorare la pianta e non il terreno.

Il Pythium è un fungo molto deleterio per il Cephalotus, anch’esso causato dai fattori in precedenza elencati. Colpisce radici e rizoma e la pianta diventa avvizzita, disidratata e quasi marcia. Accorgendosi in tempo del problema, il rimedio è tagliare tutte le parti infette, eliminandole, per cercare di salvare almeno una parte della pianta.

Consigli di coltivazione per il Cephalotus

Per riuscire ad avere dei Cephalotus in buona salute, si consiglia di osservare attentamente i propri esemplari. Queste piante hanno piccole preferenze “personali” riguardo l’esposizione alla luce, al sole e all’irrigazione. Alcuni esemplari tollerano benissimo la luce solare, mentre altri gradiscono una leggera penombra. Partendo da quest’ultima situazione, si può progressivamente spostare le piante verso una maggiore illuminazione e osservarne le reazioni, per comprendere le sue effettive preferenze.

Nei mesi invernali l’esposizione alla luce solare e l’aerazione sono fondamentali per evitare problemi.

Una buona aerazione delle piante di Cephalotus, abbinata alla corretta umidità, previene e minimizza le malattie fungine che possono colpirla.

Gli esperti coltivano il Cephalotus creando delle piccole collinette di substrato nei vasi e ponendo le piantine alla sommità di queste, in modo che gli ascidi si possano sviluppare nel modo che gli è più congeniale.

Gli appassionati di piante carnivore trovano nella coltivazione del Cephalotus una sfida che può essere ricca di soddisfazioni.

 

 

Cephalotus follicularis | Pianta carnivora rara difficile da coltivare ultima modifica: 2018-10-22T11:14:16+00:00 da Laila de Carolis

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