La saxifraga (o sassifraga) è un genere che comprende oltre 300 varietà di belle piante perenni, che differiscono per struttura e coltivazione

Appartenente alla famiglia delle Saxifragaceae, la saxifraga comprende molteplici varietà coltivabili e particolarmente adatte ai giardini rocciosi o alpini nei climi freschi: non a caso si sviluppano in natura nell’emisfero settentrionale del nostro pianeta. Il nome, derivante dal latino, contiene la radice saxum «pietra» e frango «rompo»: parole che, letteralmente tradotte e combinate, significano «spaccasassi», proprio per la capacità delle radici di alcune varietà di penetrare e frantumare le rocce.

Il genere

Questo genere è stato suddiviso in 16 gruppi per favorire l’identificazione delle varietà coltivate, ma la questione è ancora parecchio dibattuta. Le foglie possono essere lineari o simili a quelle del geranio; sovente sono variegate e a volte formano rosette succulente. I fiori, prevalentemente rosa fino al porpora, bianchi, crema o gialli sono riuniti in spighe erette sopra il fogliame basso, a volte cespitoso. L’unica varietà sviluppata in vaso è la s.stolonifera.

Questo genere di piante si sviluppa nelle rocce in natura.

Saxifraga stolonifera

Coltivata in vaso, è nativa del Giappone. Ha foglie simili ai gerani, verde oliva, con belle venature argentee e lunghe spighe di fiori bianchi in primavera. È ideale da coltivare nei cestini pensili con terra acida, a mezz’ombra. Forma ciuffi alti circa 30 cm; le numerose cultivar sono caratterizzate da belle foglie variegate.

La varietà stolonifera, dai fiori poco appariscenti.

Saxifraga paniculata

Originaria dell’Europa centrale, forma tappeti di foglie allungate verde-grigio disposte in rosette. A inizio estate produce pannocchie di fiori bianco-crema. Cresce fino a circa 15 cm di altezza e 30 cm di larghezza, e per la sua crescita, richiede terreni alcalini, ben drenati, in pieno sole.

La paniculata in natura: come tutto il suo genere emerge dalle rocce.

Coltivazione

Esposizione

Tutte le varietà sviluppano bene in climi freschi. D’estate controlliamo che la loro esposizione sia intorno ai 16-18 °C, in inverno non dobbiamo mai scendere al di sotto dei 7 °C. Sviluppiamole in un ambiente che garantisca un’ ottima illuminazione, ma non in pieno sole.

Tipo di terreno

Sono piante che si adattano bene a qualsiasi tipo di terreno. Ne suggeriamo uno fertile, miscelato con un po’ di sabbia, che consenta un buon drenaggio dell’apporto idrico in eccesso.

Irrigazione

Annaffiamo abbondantemente dalla primavera e per tutta l’estate, per garantire al terriccio una buona umidità, senza creare ristagni idrici. D’inverno annaffiamo con moderazione, controllando comunque che il terreno sia sempre leggermente umido.

Concimazione

In piena fase vegetativa, dalla primavera all’estate, concimiamole mensilmente con fertilizzante liquido diluito nell’acqua di irrigazione. Questo dev’essere equamente bilanciato in azoto, fosforo e potassio.

Propagazione

Possiamo propagarle in primavera con due tecniche: per divisione o per stolone.

Malattie e cura

Sono spesso attaccate dagli afidi e dalle cocciniglie. Per i primi, ricorriamo a antiparassitari sistemici; per le seconde, rimuoviamole meccanicamente mediante un batuffolo di cotone imbevuto di alcol oppure grazie all’utilizzo di un buon insetticida.

Saxifraga | La “spaccasassi”: varietà e coltivazione ultima modifica: 2018-01-18T14:43:50+00:00 da Faidate Ingiardino

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